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Napolitano: "Sono pronto a dare il mio contributo"

Trattative Stato-mafia, Napolitano pronto a deporre

Deporrà anche il presidente del Senato Pietro Grasso

Trattative Stato-mafia, Napolitano pronto a deporre
31/10/2013, 20:18

ROMA - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è detto pronto a deporre nell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, pur anticipando di poter deporre esclusivamente entro i limiti delle proprie reali conoscenze in merito alla questione.

“Sono pronto a dare il mio contributo per arrivare alla verità”, ha precisato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha scritto una lettera alla Corte d’Assise di Palermo. In un comunicato del Quirinale, infatti, si legge: “Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha indirizzato una lettera al Presidente della Corte d’Assise di Palermo con la quale ha sottolineato che sarebbe ben lieto di dare, ove ne fosse in grado, un utile contributo all'accertamento della verità processuale, indipendentemente dalle riserve sulla costituzionalità dell’art. 205, comma 1, del codice di procedura penale espresse dai suoi predecessori. Il Presidente ha nello stesso tempo esposto alla Corte i limiti delle sue reali conoscenze in relazione al capitolo di prova testimoniale ammesso”.

Lo scorso 17 ottobre la Corte d’Assise di Palermo ha ammesso la richiesta della Procura di chiamare a deporre Giorgio Napolitano, precisando che la sua deposizione, tuttavia, presenterà dei limiti. Il presidente della Repubblica sarà sentito sui colloqui tra l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino e l’ex consigliere giuridico del Quirinale, Loris D’Ambrosio, e la testimonianza avverrà nei limiti delle conoscenze del teste, che potrebbero esulare dalla funzione presidenziale e dalla riservatezza del ruolo del Capo dello Stato, come disposto dalla Corte costituzionale nella sentenza in cui aveva accolto la richiesta del presidente della Repubblica di distruggere le intercettazioni sulle sue conversazioni telefoniche con Mancino.

Tra gli altri, la Corte ha ammesso la testimonianza di altre persone, tra cui l’attuale presidente del Senato, Pietro Grasso.

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di Vanessa Ioannou
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