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TREMONTI: 20 MILA NUOVE CASE NEL 2009


TREMONTI: 20 MILA NUOVE CASE NEL 2009
07/08/2008, 08:08

Giulio Tremonti, Ministro dell'Economia, ha presentato gli aspetti positivi del decreto fiscale appena approvato, che verrà ricopiato nella Finanziaria 2009. In particolare si è fermato sul piano casa, che produrrà 20 mila nuovi alloggi nel solo 2009. Naturalmente però si è dimenticato di aggiungere due cose: innanzitutto che bisogna vedere chi potrà comprarle queste case, vista la situazione dell'economia italiana; secondo che una parte dei fondi del piano casa sono virtuali, quindi andrà rifinanziato, mentre un'altra parte è finanziata con quei 550 milioni di euro che il governo Prodi aveva stanziato per il 2008 per l'emergenza abitativa. In pratica, il governo ha tolto soldi agli inquilini poveri che ci sono in Italia e li ha dati ai proprietari di aziende edili, che per costruire case e palazzi, poveri non sono di sicuro. Senza contare che il piano casa era in via di approvazione da parte del governo Prodi già da parecchio, nonostante l'opposizione dell'allora minoranza di destra. E' stata solo modificata la copertura finanziaria, che è diventata da certa ad incerta.

Inoltre ha ricordato di avere stanziato, insieme al Ministro Brunetta, oltre 3 miliardi per i nuovi contratti della Pubblica Amministrazione. Però nel frattempo è stato deciso di togliere una grossa quota del loro stipendio integrativo (oltre 100 euro al mese), mentre per il rinnovo del contratto c'è un aumento di ben 8 euro al mese (dicesi otto euro, una enormità! ndr) per il 2009.

Infine si è vantato dell'applicazione di quella che loro chiamano Robin Hood Tax, che ha impedito di applicare ulteriori tagli di spesa. Ma anche qua Tremonti ha dimenticato di dire che noi la Robin Hood Tax la stiamo già pagando: sotto forma di un aumento di 7-8 centesimi al litro sulla benzina e sul gasolio; di un aumento delle polizze automobilistiche e di un aumento - che tutti abbiamo riscontrato - nei costi di tenuta del conto corrente in banca o dei tassi di interesse a debito, se dobbiamo chiedere un prestito alle banche. E quindi, comunque alla fine paghiamo noi cittadini, per gli stravizi che questo governo e questo parlamento concede a se stesso a ai loro amici.

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di Antonio Rispoli
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