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Discussione questa mattina con Berlusconi e Bossi

Tremonti minaccia le dimissioni. Come ad ogni manovra finanziaria


Tremonti minaccia le dimissioni. Come ad ogni manovra finanziaria
28/06/2011, 09:06

ROMA - E' forte la tensione all'interno della maggioranza, in vista della manovra finanziaria. Il problema è quello degli annunci: bisogna trovare qualcosa che controbilanci mediaticamente quello relativo ai 43 miliardi (anche se forse saranno di più) di tagli e nuove tasse da mettere, per evitare la perdita di consenso politico. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi vorrebbe che fosse la riforma fiscale (annunciata più volte in questi giorni) che assicuri tagli delle tasse per tutti i cittadini. Umberto Bossi, invece, come leader leghista, vuole che i tagli riguardino solo le regioni del centrosud, in modo da spendere elettoralmente la soluzione. Ma il Ministro delle Finanze Giulio Tremonti si rifiuta di metterci la faccia in queste proposte, che verrebbero prese male dai mercati internazionali. Infatti, l'Italia è nel mirino delle agenzie di rating a causa del forte debito pubblico, del forte deficit e di una crescita sempre più bassa. L'annuncio di un taglio delle tasse potrebbe comportare un declassamento del rating.
Per questo oggi ci sarà un incontro tra Berlusconi, Bossi e Tremonti, per decidere cosa fare. Una delle ipotesi messe sul campo è quella di una manovra in due tempi: una legge valida per il biennio 2011-2012 da 8-10 miliardi; ed un'altra da 35 miliardi per il 2013-2014, ma solo come legge delega, in modo da lasciarne il peso sul prossimo governo.
Sarebbe un compromesso, che comunque è lontano dalle vere intenzioni di Berlusconi e Bossi, che sono quelle di una manovra solo di facciata: tagli virtuali, o comunque minimi, in maniera da far vedere senza rimetterci elettoralmente. Una prospettiva che però vede l'opposizione di Tremonti, al punto che già molti fanno trapelare la sua intenzione, nel caso venga rifiutata la sua manovra. Ma a dire il vero, quasi ad ogni manovra ci sono state le minacce di Tremonti di dimettersi, minacce che si sono sempre rivelate un bluff affinchè Pdl e Lega accettassero una manovra che comunque - secondo voci ben informate - comunque non è ancora scrittanei dettagli. Lo sarà solo al momento di presentare solo il solito maxiemendamento del governo su cui apporre la fiducia.

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di Antonio Rispoli
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