Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Ma nel Pdl i mal di pancia aumentano

Tremonti vuole stringere i tempi: dl entro martedì


Tremonti vuole stringere i tempi: dl entro martedì
24/05/2010, 09:05

ROMA - Ormai non c'è nessuno che si opponga alla manovra economica decisa dal governo. 25-28 miliardi da trovare entro il 31 dicembre 2011 per permettere al deficit di scendere al 3% del Pil. E già in molti, tra gli esponenti del Pdl e della Lega Nord, hanno detto che si tratta di una "manovra di stampo europeo", che "lo chiede l'Europa". In realtà è vero che l'Europa ce lo impone, se vogliamo evitare pesantissime multe, di svariati miliardi di euro; ma questo è dovuto alla finanza allegra dei primi 2 anni del governo Berlusconi, che hanno tagliato 8 miliardi e hanno licenziato 150 mila persone nel mondo della scuola, tra insegnanti e bidelli; hanno tagliato 3 miliardi alle forze dell'ordine e 3,5 miliardi alla magistratura; ma contemporaneamente hanno dato un tale appoggio agli evasori fiscali che le entrate sono crollate.
Nel merito, appare confermato tutto quento finora annunciato: riapertura dei termini del concordato preventivo, che costituisce un condono fiscale; riapertura dei termini del condono edilizio del 2004, che da solo dovrebbe portare 6 miliardi (quello del 2004 portò nelle casse poco più dell'1% di quanto preventivato, ndr); riduzione delle finestre di uscita per andare in pensione ad una all'anno (oggi sono due) per le pensioni di anzianità e a due all'anno (oggi sono quattro) per le pensioni di vecchiaia. Ma sono misure che potrebbero non bastare, per cui non si escludono tagli alla sanità e agli investimenti. Ma voci di corridoio dicono che si sta prendendo in esame anche l'idea di aumentare qualche tassa indiretta o qualche accise. Naturalmente il tutto supportato da un'intensa partecipazione a TG e talk show che punti a spiegare alla gente che la colpa è dell'Europa e della mancata adesione al federalismo fiscale.
Ma l'argomento è motivo di molto malumore all'interno del Pdl. Infatti sembra che il governo sia intenzionato alla solita azione di forza, dal punto di vista politico: decreto legge elaborato dal Ministro delle Finanze Giulio Tremonti e dal suo ministero, in perfetta solitudine (sembra che voglia imporre anche un taglio lineare del 10% alle spese di tutti i ministeri, tranne che alla Presidenza del Consiglio), a cui poi seguirà la solita fiducia in modo da chiudere ogni discussione. E questo non piace a molti del Pdl, timorosi di dover andare a spiegare ai propri elettori la loro decisione. In particolare ai finiani, che tuttavia questa volta sono dalla parte di Berlusconi. Infatti vorrebbero spezzare l'asse Tremonti-Lega Nord, ormai troppo forte e che rischia di mettere in seconda linea gli uomini legati al Presidente della Camera.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©