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Piero Grasso: "Bisogna controllare i precedenti"

Turisti scortati da ex detenuti, infuria la polemica


Turisti scortati da ex detenuti, infuria la polemica
19/06/2009, 23:06

Non poteva non sollevare polemiche l’idea di affidare la sicurezza dei turisti ad ex detenuti. Già nei giorni scorsi erano state sollevate le prime obiezioni (e vivaci proteste) relativamente alla sicurezza degli ‘scortati’, garantita da persone la cui moralità è quantomeno dubbia. Senza fare ovviamente di tutta l’erba un fascio, era stato evidenziato che molti ex detenuti continuano a delinquere e che, paradossalmente, alcuni di quelli che indossavano la pettorina per far strada ai turisti, nel tempo libero si dedicavano all’antica arte del “pacco” ai danni dei visitatori. Ma il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, non ha dubbi: “Ho pronto il decreto di attuazione dopo che il Senato avrà approvato il disegno di legge. La situazione sarà regolamentata e finiranno le polemiche”.
Oggi a Napoli, a margine della presentazione dei risultati raggiunti dal Pon-Sicurezza 2000-2006, svoltasi alla Villa Floridiana di Napoli, il ministro Maroni ha spiegato ai giornalisti che ci saranno delle regole chiare e le amministrazioni comunali che vorranno utilizzare i volontari per la sicurezza dovranno uniformarsi. Si tratta, continua il Ministro, di aspettare una manciata di settimane e poi “la situazione sarà formalmente regolamentata, cosa che oggi non è, e così finiranno queste polemiche pretestuose”. Sulla delibera voluta dall’assessore di Rifondazione Corrado Gabriele, che consente agli ex detenuti di fare da “scorta” ai turisti in giro per Napoli, Maroni non esprime pareri. Lascia intendere, però, che una volta regolamentata la situazione dovranno essere i sindaci a decidere di utilizzare “in via prioritaria” ex poliziotti ed ex carabinieri.
Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, non pare d’accordo con la delibera dell’assessore Gabriele e sceglie la via diplomatica per esprimere il suo parere. “A mio parere ognuno fa il suo mestiere, - dice, - io faccio il sindaco di Napoli e non sono assessore regionale. Oggi ho ringraziato con chiarezza le forze dell'ordine, per me, e lo dico anche da ex ministro degli Interni, l'ordine lo devono mantenere le forze che lo Stato ha deputato a questo”.
Perplesso anche Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia. A margine dello stesso convegno, Grasso ha raccomandato i piedi di piombo per iniziative del genere. “Sappiamo bene che il carcere non può essere assolutamente discriminatorio e che la pena deve tenere alla rieducazione, secondo la nostra Costituzione, - ha detto, - però questa va verificata perché la mia esperienza soprattutto in relazione alla criminalità organizzata è che bisogna vedere che tipo di precedenti possono avere”. Il riferimento è alle situazioni in cui il carcere serve solo a ‘fare curriculum’, con le nuove leve della criminalità che trovano, nella detenzione, una ottima occasione per conoscere altri criminali e scalare le gerarchie dei clan. “Bisogna vedere, - ha proseguito Grasso, - se sono precedenti che vengono risolti con un lavoro dopo il carcere oppure se sono precedenti di inserimento in situazioni criminali come la criminalità organizzata che difficilmente consentono di tirarsene fuori. La mia esperienza è che tutti i mafiosi che hanno scontato la pena e sono usciti dal carcere sono ritornati ai loro posti di combattimenti dopo aver conseguito un avanzamento di carriera”.
“Non dobbiamo essere ipocriti, - ha affermato il procuratore capo di Napoli, Giovandomenico Lepore, - se ammettiamo che la  pena è una rieducazione, quando ci sono le condizioni dobbiamo reinserire gli ex detenuti”. Il procuratore ha inoltre precisato che, in questo caso, gli ex detenuti “non hanno poteri di polizia ma solo di assistenza ai turisti. Non sono le ronde con poteri di vigilanza”.

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di Nico Falco
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