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Si tratta di tagliare su pensioni e svendere il patrimonio

Ultimatum della Marcegaglia al governo: "Vogliamo risposte al nostro progetto"


Ultimatum della Marcegaglia al governo: 'Vogliamo risposte al nostro progetto'
30/09/2011, 15:09

ROMA - L'avevano detto e l'hanno fatto: la Confindustria ha presentato il proprio progetto per il rilancio del Paese. Un progetto in cinque punti, accompagnato dall'ultimatum: "L'Italia si trova davanti ad un bivio può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare ineluttabilmente verso un declino economico e sociale. Per questo avvertiamo l'esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare all'attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari". Specificando però che, se non venissero date risposte, Confindustria è pronta ad abbandonare tutti i tavoli a cui partecipa col governo.
I cinque punti sono i soliti di sempre. Innanzitutto la necessità di far cassa allungando l'età pensionabile a 67 anni già a partire dal 2012; poi la svendita veloce del patrimonio dello Stato, sia centrale sia degli enti locali, ed utilizzare gli introiti per varare un grande piano di opere pubbliche. In particolare, e questo è il terzo punto, facendo entrare i privati in questo piano, in modo da affidare a loro la gestione dell'opera. Una costruzione che va agevolata, accompagnandola con un piano di liberalizzazioni e semplificazioni, in modo che le imprese non siano più costrette ad avere a che fare con la burocrazia statale. Infine, la necessità di concentrare ingenti risorse per alcune opere infrastrutturali prioritarie da usare come volano per l'economia nazionale. A questo progetto hanno aderito, oltre a Confindustria, anche Abi, rete imprese, cooperative e Ania.
E si vede che è un progetto tutto dalla parte delle imprese. Infatti, il succo del progetto è: togliamo ai ceti medio-bassi, svendiamo il patrimonio dello Stato che poi avrà i contanti per rimpinguarci le tasche, per altri 10 o 15 anni al massimo. Con buona pace al resto dell'Italia che invece non avrà alcun vantaggio da questo progetto. Che non risolve neanche quello che è il problema principale dell'economia del nostro Paese: la bassissima domanda interna. Se non si solleva quella, aumentando stipendi e pensioni, non si otterrà nulla.

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di Antonio Rispoli
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