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Il Professore: “Non si può istigare a non pagare le tasse”

Un colpo alla Lega e due al Pdl: Monti passa all’attacco

Sul Cavaliere: Folle togliere l’Ici. Sul Carroccio: Sdegno

Un colpo alla Lega e due al Pdl: Monti passa all’attacco
01/05/2012, 10:05

ROMA - Se la prende con il Pdl, ma anche con la Lega Nord. È nel corso della conferenza stampa seguita al lungo Consiglio dei ministri che il Professore passa all’attacco e si toglie più di un sassolino dalla scarpa. Non ha più peli sulla lingua Mario Monti, che dà una stoccata al precedente governo Berlusconi e alla sua politica economica e contemporaneamente punta il dito contro il Carroccio. Sono diversi i punti toccati dal premier nel suo duplice attacco frontale.
Si parte dall’abolizione dell’Ici, cavallo di battaglia del Pdl di Berlusconi, sul quale dice: “Se oggi c’è l’Imu bisogna accettare l’amara verità che 3 anni fa è stata abolita l’Ici sulla prima casa, senza valutare le conseguenze” in una situazione dei conti “precaria”. E aggiunge: “Ho ricordato come è stato necessario introdurre l’Imu in un contesto molto degradato di finanza pubblica, reso ancora più degradato dalla mancanza di crescita che derivava dalla carenza di azioni di politica economica e fino a poco tempo fa dalla mancanza di consapevolezza che l’Italia cresceva poco a dispetto di alcuni e un poco superficiali indicatori di benessere”.
Si passa per la trovata provocatoria di Angelino Alfano, che pochi giorni fa ha invitato chi vanta crediti con lo Stato a non pagare tasse per un pari importo: a lui il Professore dà dell’irresponsabile. E infine si arriva all’attacco alla Lega e alla sua giornata di “ribellione fiscale”, contro la quale dice: “Voglio esprimere parole di sdegno per chi ha governato ed intende proporsi al governo del Paese e che non può giustificare l’evasione fiscale. Non si può istigare a non pagare le tasse” scandisce il capo del governo, spiegando che “altri sono i modi in un paese serio per risolvere i problemi”.
Un colpo alla Lega e due al Pdl, dunque: Mario Monti presenta la sua spending review guardando al passato e a quegli “errori gravi” di chi “ha schiacciato sulle generazioni future” il costo di una vita che il Paese ha vissuto al di sopra delle sue possibilità, portandolo ad avere una pressione fiscale da record. Il premier molla, forse per la prima volta, la cautela del Professore prestato alla politica e muove critiche sulle scelte del passato. Di sicuro le sue critiche hanno scoperto più di un nervo nel Pdl, che ribatte e avanza l’ipotesi delle sue dimissioni.

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di Antonio Formisano
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