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Una finanziaria povera per un Paese senza prospettiva.


Una finanziaria povera per un Paese senza prospettiva.
26/09/2009, 09:09

 

UNA FINANZIARIA POVERA ,PER UN PAESE SENZA FUTURO.

di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 

La Legge Finanziaria, approvata dal Consiglio dei Ministri l’altro giorno, rappresenta pienamente il pensiero politico di questa maggioranza di centro destra. La presentazione della Finanziaria è stata, come sempre accade in queste circostanze, condita da una enorme quantità di parole, che servono a coprire con la retorica e la demagogia, la scelta del Governo di approvare provvedimenti, pagati da tutti, utili solo ad una parte dei cittadini. Con questo metodo di comunicazione viene presentata una Finanziaria senza nessuna previsione di investimenti per l’anno prossimo, mentre la manovra diventa: “Un provvedimento snello,pratico e moderno che raccoglie il lavoro che il Governo ha fatto per evitare i danni della crisi economica”. Ma non solo, questo nuovo modo di scrivere la Finanziaria e di caricarlo di soli 3 miliardi e mezzo di spesa, impedisce “l’assalto alla diligenza”, del Parlamento, che spesso cambia la natura e la sostanza della manovra economica del Governo.

Come se il Parlamento non avesse nessun diritto di pronunziarsi nel merito. Che il Governo consideri il Parlamento un inutile ingombro, lo si capisce dal continuo ricorso al voto di fiducia che stronca qualsiasi dibattito e rende nulla la presentazione di eventuali emendamenti ai provvedimenti proposti dall’Esecutivo.La Finanziaria per il 2010, p in linea con la considerazione che il Governo ha della crisi e dei suoi effetti. La posizione di Tremonti e di tutta la maggioranza è ripetuta ogni giorno fino alla noia: “L’Italia sta rispondendo meglio di altri paesi alla crisi, i Provvedimenti che il Governo ha già assunto, sono sufficienti per rispondere ai problemi economici degli italiani. L’anno prossimo ci sarà la ripresa e tutti devono essere ottimisti sul futuro.” I dati che il Governo porta a sostegno di questa posizione sono: “Nel nostro Paese, nel 2008 il PIL ha perso lo 0.5%, per il 2009 la perdita sarà del 4,8%, mentre si prevede che nel 2010 ci sarà una risalita dello 0,7%, mentre il rapporto debito pubblico e PIL sarà salito a 117 su 100.” Questo significa che alla fine dell’anno prossimo la situazione del nostro paese sarà la seguente: il PIL sarà diminuito di 78 miliardi di Euro, il debito pubblico sarà aumentato di 232 miliardi di Euro,significa che saremo fuori dai parametri di Maastricht e dovremo programmare una manovra di rientro del deficit dei conti dello Stato, che se il PIL crescesse dal 2011 in poi alla media eccezionale del 2% l’anno, con un formidabile aumento del gettito fiscale, sarebbero necessari 5 anni per rientrare. Saremo, cioè, nel 2015; poiché questa ipotesi non appare realistica, bisognerà immaginare che l’attuale pressione fiscale sarà mantenuta se non aumentata. Ovvero, il nostro futuro sarà all’insegna delle tasse da pagare per rimettere a posto il bilancio dello Stato, come avvenne già bel 2006 . In questa fase recessiva a cui si aggiunge la crescita dei prezzi al consumo e l’aumento delle tariffe, il restringimento delle risorse economiche delle famiglie comporterà una notevole contrazione dei consumi, con il conseguente aumento della disoccupazione. In questi mesi del 2009, per ammissione dello stesso Governo, i nuovi disoccupati sono stati 378.000, a cui vanno aggiunti i giovani con contratti di lavoro precario che non hanno visto confermato il loro lavoro, mentre non si contano le migliaia di piccoli imprenditori che si vedranno costretti a chiudere le loro attività.

Tra lavoratori dipendenti con contratti a tempo indeterminato, quelli con contratti a termine o precari, insieme a lavoratori autonomi: artigiani, piccoli imprenditori, e professionisti, si calcola che al termine di questo periodo ci saranno oltre due milioni di persone in più senza lavoro.

Il nostro futuro appare molto difficile, il Governo non ha messo in atto nessuna misura per creare lavoro, le tasse non diminuiranno, anzi tenderanno ad aumentare soprattutto sul piano locale, mentre non aumenteranno i salari, che si troveranno a fronteggiare una crescita rilevante del costo della vita. E’ evidente che questi problemi saranno affrontati dalle famiglie degli operai, degli impiegati, dai ceti medi, dai pensionati, dagli immigrati e disabili, da quella parte della popolazione, tra i quali i poveri, che non fanno notizia, pagano le tasse ed aspettano da anni che le roboanti promesse del centro destra si avverino. I provvedimenti del Governo per fronteggiare la crisi sono stati tre: finanziare con gli 8 miliardi già stanziati dai fondi europei per il F.A.S.S. (Fondo di assistenza per lo sviluppo del Sud), la Cassa Integrazione dei lavoratori dipendenti espulsi dai processi produttivi, e sono presenti soprattutto al Nord L’altro provvedimento sono i Tremonti Bond, di cui andava molto fiero il nostro ministro dell’Economia e che sono delle obbligazioni che le banche debbono sottoscrivere per sostenere le piccole e medie imprese per garantire un accesso al credito per loro vitale. Un provvedimento che stenta ad essere utilizzato dalle Banche. La mancanza di iniziativa degli Istituti di Credito, sta suscitano le ire del nostro Ministro, genio della economia creativa.

Infine l’ultimo provvedimento che dovrebbe essere approvato alla Camera in queste ore, quasi sicuramente con un voto di fiducia è il cosiddetto “Scudo Fiscale”, che dovrebbe consentire ai capitali depositati all’estero di rientrare, pagando un condono del 5% della somma che si vuole far rientrare.

Oltre al condono amministrativo, (nessuna ulteriore tassa da pagare), si aggiunge un condono penale, che cancella tutti i reati connessi all’esportazione dei capitali nei paradisi fiscali; ma non solo, non dovranno rispondere di reati finanziari e del falso in bilancio. Come dice il nostro ineffabile presidente del Consiglio,”la crisi non ci colpirà come negli altri paesi, il Governo ha assunto provvedimenti giusti”. Il Premier ha proprio ragione, se siete un ricco imprenditore del Nord , un ricco professionista del centro Italia o un colletto bianco della mafia e della camorra, che ha sempre portato i suoi soldi all’estero per non pagare le tasse, potete essere soddisfatti dello andamento della crisi; ne uscirete più ricchi e più garantiti. Il Governo fa un a politica a favore di una parte del paese, mentre i suoi provvedimenti sono contro l’altra parte, quella del lavoro mal pagato, quelli che lavorano nel pubblico impiego e non si vedranno rinnovati i contratti, i precari della scuola, i pensionati, i disabili, le donne i giovani in cerca di prima occupazione, gli immigrati.

Da questa crisi il Paese uscirà più povero. Per il momento le lotte sono frammentate, i Sindacati divisi e poco convincenti, l’opposizione spaccata e confusa, tutto sembra favorire il disegno della destra senza strategie, che non assicurerà un futuro a questo Paese. Ma, gli effetti disastrosi della politica economica di questo Governo, trasformeranno le lotte disseminate sul territorio in un grande movimento popolare, di cui già si colgono i primi segnali. Quello sviluppo futuro, che Tremonti e Berlusconi immaginano uguale a quello di ieri, sarà invece definito dal movimento che si determinerà nel nostro paese tra qualche mese, dopo quella fase nulla sarà come adesso, ne i partiti, ne i Sindacati, ne le imprese. Le scelte del G - 20 a Pittsburgh, sulle nuove regole per l’economia e sulle nuove strategie di sviluppo, porteranno grandi trasformazioni sul piano culturale e politico, che alimenteranno grandi movimenti sociali che si muoveranno verso una qualità diversa della vita collettiva, verso un futuro migliore.

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di Raffaele Pirozzi
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