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Una nuova tangentopoli. Nò peggio


Una nuova tangentopoli. Nò peggio
24/02/2010, 13:02

 

C’È DEL MARCIO IN DANIMARCA!

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 

Ancora una volta, per sintetizzare bene il nostro pensiero, facciamo ricorso al dramma di Amleto, scritto da Shakespeare, il grande poeta e drammaturgo inglese.

“ C’è del marcio in Danimarca!” Così dice Marcello, che con Bernardo è di guardia alle mura del castello di Elsinore, ad Orazio, il fedele amico di Amleto, che ha saputo che uno spettro si aggira nella notte. L’immoralità pervade il regno: il trono è macchiato dal sangue del re, il padre di Amleto, ucciso dal suo stesso fratello, che dopo un mese dalla sua morte, sposa la sua vedova, la regina, madre di Amleto, amante e complice del cognato assassino. Un dramma, in cui la sete di potere si accompagna con la lussuria e il tradimento. C’è tutto in questa tragedia, perché da sempre la corruzione si accompagna a costumi immorali e perversi.

Potremmo dire anche noi:”C’è del marcio in Italia!” Per quello che stiamo vedendo in queste ultime settimane, c’è veramente da restare meravigliati e perplessi. Il fenomeno della corruzione e del degrado morale della nostra società appare inarrestabile. Non si riesce a prendere atto dello scandalo nella Protezione Civile, che si viene colpiti da una nuova vicenda che si registra in queste ore sul riciclaggio dei soldi della ‘ndrangheta , che coinvolge un deputato, il creatore di Fastweb, Banche e professionisti, coinvolti in un giro di false fatturazioni, evasione fiscale e collusione con la delinquenza organizzata. Da poco si è spento l’eco della sconvolgente vicenda Marrazzo, mentre continuano gli arresti per strade e dentro gli uffici pubblici di consiglieri comunali, funzionari pubblici rappresentanti delle forze dell’ordine, che intascano mazzette, con una semplicità che fa restare a noi tutti sconcertati dalla naturalezza con la quale si commettono gravi crimini contro lo Stato ed i cittadini. Mentre non sono immuni da problemi con la giustizia gli stessi magistrati o affermati professionisti. Da questa tragedia non si salva nessuna categoria, nessun territorio del nostro paese può dirsi immune, non è solo un problema che riguarda la delinquenza organizzata.

Molti si interrogano se per caso in Italia non siamo in una nuova “Tangentopoli”. Ognuno ha ritenuto di dare la sua versione, ma nessuno ha veramente voluto affondare i colpi, perché nessuno vuole ammettere che la responsabilità è di tutti, nessuno escluso.

Dopo il periodo di “Tangentopoli”, abbiamo vissuto una breve fase, durata solo pochi anni, di correttezza sociale, di attenzione amministrativa alla cosa pubblica, di sforzi collettivi per raggiungere dei risultati importanti di risanamento della Finanza Pubblica. Il risultato è stato quello di vedere impegnati in ruoli di Governo e di gestione della cosa pubblica persone competenti e moralmente ineccepibili. L’esempio di Carlo Azeglio Ciampi, vale per tutti coloro che in quel periodo hanno lavorato per risanare il, Bilancio dello Stato, per fare rientrare il nostro paese nei parametri di Maastricht, in modo tale, che siamo entrati nella area dell’euro insieme alle più importanti e significative economie della Europa. L’obbiettivo fu raggiunto con il Governo Prodi, che dopo pochi mesi si vide costretto ad abbandonare la Presidenza del Consiglio, passata la fase dello sforzo collettivo, che si ritornava alle vecchie e mai dimenticate abitudini di un tempo. Infatti, nel 1994 non era nemmeno spento l’eco dei processi del pool di “Mani Pulite” di Milano, che nasceva dal nulla la formazione politica di Silvio Berlusconi. Forza Italia era dichiaratamente contro la Procura milanese, le “manette facili” e lo strapotere dei magistrati, che erano accusati di essere di sinistra e contro la libertà dei cittadini. Incomincia da allora la lunga battaglia del Cavaliere contro la magistratura, che dura ancora oggi, per il suo malcostume di non volere in nessun modo lo svolgimento dei processi a suo carico. Dalla eliminazione del reato di falso in bilancio, alla prescrizione dei processi, i provvedimenti in questo senso del Governo di centro destra sono stati veramente un tormentone incredibile, non è passata una settimana senza che si parlasse di queste questioni, senza che il mondo dei mass media non ne fosse investito, senza che il parlamento non fosse costretto a discuterne , se non a votare provvedimenti, in qualche caso dichiaratamente contrari alla Costituzione. In questo contesto, perché meravigliarsi se la corruzione si diffonde in ogni parte della nostra società? La nostra società è ormai pervasa da una diffusa corruzione che dimostra il degrado in cui stiamo cadendo e che sembra inarrestabile. Devono cambiare i comportamenti di tutti, i Magistrati che fanno il proprio dovere devono essere sostenuti dai cittadini, i comportamenti corretti devono essere apprezzati, mentre i disonesti e i corrotti devono essere additati alla opinione pubblica come esempi da non seguire, non essere invitati in tutte le trasmissioni televisive per difendersi in diretta.

Per combattere la corruzione ed il degrado devono cambiare i comportamenti, la cultura ed il modo di fare politica. Occorre una nuova morale collettiva, condivisa , una nuova coesione sociale, nuovi obbiettivi comuni da raggiungere. Il nostro è un grande paese, in cui le persone per bene sono in grande maggioranza, devono solo decidere di tornare ad essere protagonisti nell’indirizzare lo sviluppo della nostra società rimettendo al centro della politica, regole morali e principi di buona gestione del bene collettivo.

Per il momento non è ancora così e siamo costretti a dire con Amleto:” C’è del marcio in Italia”.


 


 


 


 


 


 

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di Raffaele Pirozzi
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