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Il sogno arancione nella mannaia della storia

Una rivoluzione costata 10 teste-video


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Una rivoluzione costata 10 teste-video
01/10/2013, 11:44

NAPOLI - A guardare indietro nella storia non vi sono, almeno per Napoli, precedenti di queste dimensioni, ma 10 teste che rotolano in 2 anni e qualche mese di consiliatura de Magistris è veramente un record. Se sia negativo o positivo, ovviamente, lo giudicherà la storia, ma un fatto è certo: mai la città di Napoli è stata così insicura, e soprattutto sull’orlo di perdere tutto, compresa la faccia. All’inizio fu la rivoluzione arancione, il cielo di Napoli si tinse dei colori di una velleità politica e sociale troppo grande. Da quella serata di festa davanti Palazzo S. Giacomo ne è passata di acqua sotto ai ponti, e in quella stessa acqua ne sono rotolate di teste. Del progetto originario, oggi come oggi sono rimasti soltanto l’unico ed irremovibile Tommaso Sodano, che per questioni tecnico politiche, nonostante sia indagato dalla procura anche lui, deve rimanere dov’è se de Magistris vuol continuare a fare il sindaco, e la prof di palazzo, Anna Maria Palmieri, altra irremovibile, ma per altri motivi che con la politica non hanno nulla a che vedere. Dal maggio 2011 ben tre rimpasti, diciamo 3 e mezzo, e onoriamo la verità, e un esercito di personaggi con i quali si era condivisa la gioia e la voglia di fare, per poi trovarsi trombati proprio di chi li aveva nominati per “scassare”. In ordine di tempo, i primi a lasciare l'incarico sono stati Giuseppe Narducci, ex assessore alla Legalità, che si dimise dopo appena un anno di consiliatura nel giugno 2012, cui seguirono nel luglio dello stesso anno le dimissioni di Riccardo Realfonzo che ricopriva l'incarico di assessore al Bilancio. Alla base dei due addii eccellenti,le non meglio definite divergenze con il primo cittadino. Secondo atto e rimpasto numero 2 alla fine di gennaio scorso, resosi necessario in seguito alle dimissioni di Sergio D'Angelo e Alberto Lucarelli, rispettivamente assessori alle Politiche sociali e ai Beni comuni, che decisero di lasciare l'incarico a Palazzo San Giacomo per candidarsi al Parlamento nelle fila di Rivoluzione civile, altro autogol per Luigi de Magistris che oltre alla sfiga, ci ha sempre messo anche del suo. Ultimo balletto nella stanza dei bottoni le dimissioni  di Luigi de Falco ex assessore all'Urbanistica e la revoca degli incarichi a Marco Esposito, Antonella Di Nocera, Bernardino Tuccillo, e ciliegina sulla torta Anna Donati, la mamma della famigerata ztl. Ieri le dimissioni di Pina Tommasielli, una tra gli interpreti più appassionati della rivoluzione demagistriana, finita però nelle maglie di un sistema farraginoso e burocraticamente deprimente. L’ex assessore allo Sport, Sanità e Pari Opportunità esce salvando tutti, e sottolinea: “Senza di me la Giunta è più debole”; ed è vero, il progetto originario si è perso nei meandri del palazzo, come si è persa la gioia e la speranza di cambiare Napoli.

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di Rosario Lavorgna
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