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Napolitano:"Unificazion è straordinaria impresa storica"

Unità, Bossi:"Berlusconi contestato? Peggio per lui"

Fini:"Celebrare l'unità e dovere civile di ogni italiano"

Unità, Bossi:'Berlusconi contestato? Peggio per lui'
17/03/2011, 17:03

ROMA - Si parte con la retorica del Presidente Giorgio Napolitano; con "l'orgoglio e la fiducia" sbandiarati a Montecitorio proprio come il tricolore per celebrare quella "straordinaria impresa storica" che è stata l'Unità Italiana. Si parte con il discorso del capo dello Stato, dicevamo, e con quel ringraziamento rivolto "ai tanti che hanno raccolto l'appello a festeggiare e celebrare i 150 anni dell'Italia unita, esprimendo soddisfazione perchè ciò esprime che è stato condiviso lo spirito della ricorrenza".
Si finisce con la dichirazione di Umberto Bossi che, interrogato dai cronisti in merito alle dure contestazioni subite da Silvio Berlusconi, si lascia andare ad un secco "peggio per lui". Il Senatùr, a differenza di molti suoi colleghi di partito, era presente alle celebrazioni svoltesi a Montecitorio a non ha lanciato le consuete inventive contro "roma ladrona", l'inno nazionale, la bandira italiana e tutti i simboli legati all'odierna ricorrenza.
Tra inizio e fine, si introduce con un mai domo spirito patrio Gianfranco Fini: se il suo Fli sembra essersi lentamente ma inesorabilmente sfiatato, lo stesso non si direbbe per lo spirito d'appartenenza al Bel paese:"L'Italia unita e liberata non fu solo il risultato dell'azione politica e militare dei Savoia - ha ricordato  l'ex leader di An - ma il frutto di un movimento ideale e politico animato dall'amor di patria". Per questo, ha osservato quindi Fini "vivere e celebrare il 17 marzo oggi come festa nazionale è un dovere civile per tutti gli italiani: dalla vetta d'Italia a Lampedusa". Tutto ciò anche perchè "
oggi bisogna far prevalere le ragioni del nostro essere italiani e del nostro stare insieme sullo strisciante egoismo, geografico o sociale".
Conciliante e convintamente unitarista è stato anche il presidente del Senato, Renato Schifani:"L'unità d'Italia sia la cornice essenziale, la rete ideale che sorregge le autonomie e i territori. I progetti di riforma che si stanno realizzando per la giusta valorizzazione delle realtà più vicine al cittadino saranno duraturi solo se capaci di abbattere le ineguaglianze, vincere le diffidenze, accomunare Nord e Sud del Paese, proiettandoli verso l'unico destino di una Nazione consapevole e matura".
Immancabile, poi, il commento antiberlusconiano di Pier Luigi Bersani:"I fischi non sono per il caso Ruby, c'è qualcosa di più profondo che riguarda l'unità d'Italia e i principi costituzionali"; ha difatti dichiarato il leader del Pd che poi proseguito con l'affondo finale:"'è bisogno di rilanciare l'Italia perchè sulla base dell'accoppiamento tra destra e Lega c'è stato un tradimento dell'unità del Paese e dei principi costituzionali". In conclusione, l'altrettanto immancabile fendente contro la Lega:"Chi giura sulla Costituzione e sulla bandiera o è coerente o va a casa e il presidente del Consiglio deve rendere conto".

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di Germano Milite
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