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Si punterà sulla valorizzazione del patrimonio culturale

Unità d’Italia, in preparazione il piano contro gli sprechi


Unità d’Italia, in preparazione il piano contro gli sprechi
20/08/2009, 22:08

Una botta al cerchio, l’altro alla botta. Stretto nel mezzo tra Napolitano e la Lega, il Governo ha annunciato il piano per le celebrazioni del 150esimo anniversario dell’unità nazionale: iniziative adeguate ma sobrie, come vuole il presidente della Repubblica, e valorizzazione dei beni culturali per risparmiare sul denaro da investire, come aveva suggerito il Carroccio.
Alcune settimane fa il presidente Giorgio Napolitano aveva inviato una missiva al governo chiedendo di conoscere “gli intendimenti e gli impegni dell’esecutivo per le celebrazioni” del centocinquantenario dell’Unità d’Italia. La risposta, però, non è arrivata che ieri, in seguito ad un nuovo appello di Napolitano che, in un colloquio con La Stampa, si era detto preoccupato per il ritardo in vista dell’approssimarsi della scadenza. Il piano, fanno sapere dal Governo, sarà varato nella riunione del Consiglio dei ministri prevista per il 28 agosto (o al massimo nei primi giorni di settembre) e illustrerà le iniziative da tenersi nel corso di tutto il 2011. Si è perso tempo per presentare il piano, ha aggiunto il governo, perché si è resa necessaria una revisione del piano concepito a suo tempo dal governo Prodi, giudicato da Berlusconi e dai suoi Ministri eccessivamente dispendioso.

La proposta che arriverà a breve sul tavolo di Napolitano, quindi, sarà improntata sulla necessità di fare economia visto il periodo di crisi, ma al tempo stesso dovrà contenere iniziative degne dell’anniversario; saranno preferiti eventi culturali a quelli infrastrutturali, in modo da valorizzare il patrimonio artistico italiano. Entro l’anniversario, inoltre, dovrebbero essere ultimate le undici opere definite “anticipatorie”, per le quali sono già avviati i cantieri: il nuovo Palazzo del Cinema e dei congressi a Venezia; il nuovo Parco della Musica e della Cultura a Firenze; il completamento dell’aeroporto internazionale di Perugia; tre lotto del nuovo Parco Dora a Torino; il restauro e l’allestimento museale del complesso del Broletto a Novara; il completamento del parco Costiere del ponente ligure a Imperia; il nuovo Museo archeologico nazionale a Reggio Calabria; la realizzazione di un nuovo Auditorium a Isernia; l’innovazione tecnologica del Teatro San Carlo di Napoli. L’intento è quello di concentrarsi su poche, grandi manifestazioni culturali e popolari e , in particolare, sono in fase di studio tre grandi eventi da far svolgere a Roma, Firenze e Torino (le tre città che, in ordine cronologicamente inverso, sono state capitali d’Italia) e da trasmettere sulla televisione pubblica.

L’appello di Napolitano è stato accolto favorevolmente dai Ministri, concordi sulla necessità di stringere i tempi per non trovarsi alle corde, anche se tutti hanno evidenziato la necessità di non investire fondi eccessivi. “Non vorremmo che si finisca con il realizzare opere inutili”, ha commentato Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture, intervistato da Libero. “Fa bene a stimolarci, - ha dichiarato Ignazio La Russa, ministro della Difesa, e riferendosi al presidente della Repubblica, - perché ormai i tempi stringono e il progetto non è ancora definito”.  Intervistato da La Stampa, La Russa ha aggiunto di essere più interessato alle “celebrazioni vere e proprie” che alle opere pubbliche. “Alla fine, - ha dichiarato, - il centocinquantenario non sarà ricordato per le opere realizzate al Nord, al Centro o al Sud, ma per le iniziative in grado di sottolinearne il significato”.
L’opposizione ha riservato una stoccata al Carroccio, che si era dimostrato, come era prevedibile, poco interessato davanti alla prospettiva di grosse celebrazioni per l’Unità d’Italia. Il vicecapogruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda ha accusato la Lega di “aggredire i valori dell’unità d’Italia”, parole alle quali i leghisti hanno replicato evidenziando che la necessità di ‘stringere la cinghia’ è sentita non solo dal Carroccio ma dall’intero governo.
Il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, punta il dito contro i piani predisposti dal precedente governo. “La verità, - spiega, intervistato dal Corriere della Sera, - è che il programma che abbiamo ereditato è un elenco di interventi a pioggia privi di significato strategico nazionale. Qualcuno, appunto, li ha chiamati marchette”. Tra gli esempi nominati, un impianto sportivo di Matera da spostare, il porto di un “paese minuscolo”, un aeroporto turistico in un “villaggio poco più grande”. Ovvero, secondo Calderoli, una serie di piccoli interventi che non gioverebbero al Paese ma solo a chi “abita a dieci metri dalle operine in lista”. “Si è deciso, - spiega il Ministro, - di puntare su un’opera significativa e sulla cultura”, ovvero una decisione perfettamente in linea con quanto proposto dalla Lega.
“Dichiarazione choc”, quella in cui Calderoli si mostra apertamente a favore dell’Unità d’Italia, asserendo che la Lega auspica una unità non solo in termini di confini, ma anche spirituale. La sua proposta è di “commissionare un grande studio, un qualcosa di epocale, sugli ostacoli che hanno impedito e impediscono la nascita” di uno spirito nazionale. A minacciare l’unità, dice Calderoli, più che il suo partito è stato proprio il centrosinistra, creando forti tensioni quando decise di riformare il titolo V della Costituzione inserendo tra le “materie concorrenti” tra Stato e Regioni temi come la politica energetica o le infrastrutture; il federalismo, al contrario, sancirebbe un nuovo patto tra Stato e Regioni e quindi porrebbe le basi non solo per celebrare, ma per realizzare l’Unità d’Italia.

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di Nico Falco
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