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Il capo dello Stato: serve coesione sia al Nord che al Sud

Unità d’Italia, Napolitano: "Non è tempo perso celebrarla"


Unità d’Italia, Napolitano:  'Non è tempo perso celebrarla'
05/05/2010, 20:05

ROMA – Sono partite oggi a Genova le celebrazioni per festeggiare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Nel discorso di apertura, il presidente della Repubblica ha detto che tutte le iniziative per celebrare tale ricorrenza “non sono tempo perso e denaro sprecato, ma fanno tutt’uno con l’impegno a lavorare per la soluzione dei problemi oggi aperti dinanzi a noi”. Il capo dello Stato ha definito questo come un impegno “che si nutre di un più forte senso dell’Italia e dell’essere italiani, in un rinnovato senso della missione per il futuro della nazione”. Con queste parole, il presidente della Repubblica risponde anche alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal ministro Calderoli che tendevano a sminuire l’importanza dell'evento. Il capo dello Stato sottolinea l’importanza della coesione. “Far rivivere nella memoria e nella coscienza del Paese le ragioni di quell’unità e indivisibilità con cui nacque l’Italia - ha aggiunto il presidente - serve a offrire una fonte di coesione sociale come base essenziale di ogni avanzamento quanto nel Nord che nel Sud”. Il capo dello Stato ha anche sottolineato che queste celebrazioni “non possono formare oggetto di polemica pregiudiziale da parte di nessuna parte politica”. Napolitano ha chiuso il suo intervento dicendo che, per questa manifestazione, non verrà seguita la strada della retorica: “È giusto ricordare i vizi d’origine e gli alti e bassi di quella costruzione dello Stato unitario, mettere a fuoco le incompiutezze dell’unificazione italiana e innanzitutto la più grave tra esse, che resta quella del mancato superamento del divario tra Nord e Sud. Ma non è retorica il reagire a tesi storicamente infondate, come quelle tendenti ad avvalorare ipotesi di unificazione”. Sull’opportunità dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d'Italia, Bossi ha commentato: "Niente è inutile". il leader della Lega Nord ha aggiunto: “Nessun ministro della Lega è stato invitato a Quarto alle celebrazioni. Portiamo intanto a casa il federalismo dopo discutiamo - ha concluso Bossi - . Ci vuole prima un minimo di autonomia e libertà civile riconosciuta. I lombardi volevano la loro libertà, non pensavano all'Unità d’Italia”.
 

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di Antonella Losapio
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