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Il governatore leghista smentisce, critiche dagli alleati

Va pensiero al posto dell'Inno di Mameli, è bufera su Zaia


Va pensiero al posto dell'Inno di Mameli, è bufera su Zaia
13/06/2010, 19:06

Va pensiero al posto di “Fratelli d’Italia” e scoppia la polemica nel Governo. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, avrebbe detto “no” all’inno di Mameli all’inaugurazione di una scuola primaria di Fanzolo di Vedelago (Treviso), feudo della Lega nord, preferendogli l’aria dell’opera di Giuseppe Verdi, tanto cara al Carroccio. La notizia riportata oggi da La Tribuna, secondo cui il ministro ha preteso di sostituire l’esecuzione dell’inno nazionale con Va pensiero, ha immediatamente scatenato la bufera politica, con cori di disappunto bipartisan, da Idv agli ex An. Il cambio di programma – racconta il quotidiano – avrebbe fatto infuriare la direttrice dell'ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo, che si sarebbe riservata di denunciare l'accaduto all'assessore regionale, Elena Donazzan. L'ufficio del governatore, però, tenta di smorzare i toni della polemica: Zaia, si legge in una nota, non è “intervenuto sul programma della manifestazione”. “L'Inno di Mameli è stato regolarmente cantato dal coro al momento del taglio del nastro - sostiene il governatore - credo che queste precisazioni siano utili per chiudere definitivamente una polemica che non aveva e non ha ragion d'essere”. Ma la versione dell’ex ministro viene messa in discussione da tre testimoni, fra cui il direttore del coro che ha eseguito i brani, che hanno raccontato all’Ansa che alla fine dei discorsi ufficiali e della benedizione del parroco, prima del taglio del nastro per l'inaugurazione della nuova scuola, è stato cantato Va pensiero al posto dell'inno di Mameli.
Le reazioni politiche all'episodio non si sono fatte attendere. Scettico il ministro della Difesa Ignazio La Russa: “Zaia ha fatto sostituire l'Inno di Mameli con il Va pensiero? Non mi sembra possibile, anche perché il Va pensiero è ancora più patriottico dell'Inno di Mameli, e dunque sarebbe contraddittorio per un leghista. Comunque, se fosse vero, sarebbe grave, perché non spetta a un governatore far sostituire l'inno italiano”. Il titolare delle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, ci va giù duro: “Aver deciso che l'Inno di Mameli fosse suonato senza la presenza delle autorità è un oltraggio alla nazione italiana.  Quello che preoccupa è la sospetta consequenzialità di atteggiamenti simili da parte di esponenti della Lega tutti tesi a mettere in discussione nella forma e nella sostanza il concetto di unità d'Italia. Il Carroccio è certamente un alleato importante. Ma si sappia che sul concetto di unità nazionale, dall'inno d'Italia al federalismo, non faremo sconti a nessuno”. “Non è una cosa che aiuta il Paese" aggiunge il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto (Pdl). "In un momento in cui ci si concentra su una dimensione internazionale, sentire queste cose non fa piacere. Mi pare un atteggiamento semplicemente distruttivo".
"Se corrisponde al vero siamo di fronte a un un fatto gravissimo che condanniamo con forza e chiediamo al governo di prenderne le distanze con il gesto di Zaia senza se e senza ma. Questa volta si tratta di un gesto sprezzante e intollerabile che umilia il Paese e la Costituzione" afferma Massimo Donadi, capogruppo di Italia dei Valori alla Camera. “Zaia vieta l'inno di Mameli. Si vergogni. Amiamo il Veneto e siamo fieri di essere italiani" commenta Antonio De Poli (Udc), secondo cui "il primo cittadino di una regione dovrebbe dare il buon esempio di rispetto verso le istituzioni. Zaia dovrebbe tenere ben a mente che rappresenta i veneti e quando interviene in qualità di governatore non si deve permettere di calpestare la nostra storia. Lancio un appello: appendiamo la nostra bandiera fuori dalle case". Ffwebmagazine, il periodico online della Fondazione Farefuturo attacca il governatore.

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di Davide Gambardella
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