Politica / Parlamento

Commenta Stampa

E la Serracchiani spiega perchè Franceschini è 'simpatico'

Veltroni: “Senza vocazione maggioritaria, niente Pd”


Veltroni: “Senza vocazione maggioritaria, niente Pd”
02/07/2009, 23:07

A cinque mesi dalle dimissioni, anche il vecchio leader del Pd torna a parlare del partito in vista della scelta del nuovo segretario. Parlando dal teatro Capranica di Roma, Walter Veltroni si è soffermato sulle condizioni del partito e sulla mentalità che dovrebbe guidare chi ha intenzione di ‘rimetterlo in sesto’, dopo le recenti sconfitte alle elezioni e la perdita di voti. “L’ambizione giusta per il Pd, - ha detto Veltroni, - è la vocazione maggioritaria: o c’è la vocazione maggioritaria nel Pd o non c’è il Pd”. Per il ruolo di segretario, però, l’ex leader ed ex sindaco di Roma non ha intenzione di scendere direttamente in campo. “Non è questo il tempo di ritorni, - ha spiegato, - ora servono energie nuove”.
Nella prima uscita pubblica dopo aver lasciato le redini del maggiore partito d’opposizione, Veltroni ha poi difeso Debora Serracchiani, la cui battuta su Dario Franceschini, abbastanza infelice e molto strumentalizzata, l’ha fatta apparire come una ragazzina che di politica sa ben poco, che si schiera dalla parte dell’attuale leader perché “simpatico”. Veltroni ha in seguito replicato a Pierluigi Bersani, che proprio ieri aveva annunciato la propria candidatura alla guida del Pd. “Parlare di vocazione maggioritaria, - ha detto Veltroni, - non voleva dire andare da soli, coltivando la solitudine. Era un’altra cosa, era un’idea che se non ci sarà un’alleanza realmente riformista l’Italia non verrà mai fuori dai suoi guai”. In seguito alla proposta di non far necessariamente coincidere il leader del partito con il candidato premier, Veltroni ha risposto: “Sganciare i due ruoli mi lascia perplesso. Questo significherebbe tornare a un premier oggetto di una trattativa in un governo di coalizione”.
Anche Debora Serracchiani è tornata sulle parole di ieri, cercando di spiegare bene cosa intendeva dire al di là di qualsiasi manipolazione strumentale. “Franceschini, - ha detto, - si è dimostrato coraggioso, innovatore anche in quello che ha detto quando ha deciso di candidarsi. Non posso non dare il mio apporto positivo”. “Lo voglio fare, - ha aggiunto, - dicendo che c’è una parte di partito cui dobbiamo tornare a parlare. Quella parte che magari alle europee ha dato le preferenze a me”. Che sia anche simpatico, nessuno lo mette in dubbio. Ma la Serracchiani ha voluto mettere in chiaro che i motivi che l’hanno portata a scegliere l’allievo di Zaccagnini nella corsa alla segreteria vanno ben oltre una frase decontestualizzata.

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©