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Messaggio agli alleati di coalizione dalla Annunziata

Vendola avverte il Pd: prendo voti anche a destra

E il leader di Sel rilancia le Primarie: il popolo decida

Vendola avverte il Pd: prendo voti anche a destra
19/12/2010, 19:12

MILANO – Lui può. Nonostante la sua appartenenza alla sinistra extraparlamentare e la sua dichiarata omosessualità, è in grado di ammaliare persino l’elettorato che strizza l’occhio ai partiti opposti al suo. Il suo in verità è un chiaro avvertimento ai suoi amici-nemici, ovvero il Pd. “Prendo voti ovunque, anche a destra”.  Nichi Vendola gonfia il petto e parla alla trasmissione In mezz'ora di Lucia Annunziata, mettendo ancora una volta i puntini sulle i, di fronte a un Pd che sembra voler mandare in soffitta le primarie. “Sinistra ecologia e libertà è un conto: alle Europee era un partito neonato e anche in Puglia si ferma al 10%, ma io le primarie in Puglia le ho vinte con il 70% e soprattutto ho vinto le elezioni politiche per due volte contro il centrodestra e ho dovuto, per sconfiggere il centrodestra, per due volte battere il centrosinistra, battere il moderatismo, il politicismo, l'attitudine a essere soltanto sistema di potere e non una trazione di cambiamento”. Alla Annunziata che evidenzia che in Puglia la sua vittoria è stata decisa anche dalla candidatura moderata dell'outsider Adriana Poli Bortone, Vendola replica: “Crede che il voto dei moderati sarebbe andato automaticamente dall'altra parte? Io prendo i voti di destra. C'è un'idea della geografia politica che è pura astrattezza”.
Vendola vuole che siano gli elettori a scegliere il candidato premier, e lo ribadisce un'altra volta: “Se io ho solo il milione di voti delle Europee di cosa si spaventano? Facciamole le primarie. La cosa che non funziona è l'idea che io debba essere messo in un angolo con l'etichetta della sinistra radicale: io non so più cosa significa sinistra radicale e sinistra riformista”. Per Prodi, aggiunge, le primarie sono state un «lievito» e un fondamentale punto di contatto tra un popolo e un leader. Il leader di Sel evidenzia poi come «il popolo democratico è un unico grande popolo che ci chiede unità ma bisogna che definiamo qual è l'idea di società che vogliamo”. Serve, dice, un “cantiere in cui tutti, e Casini è il benvenuto, arricchiscono una cultura riformatrice di cui il Paese ha bisogno”. Quanto a Fini: “Come può il centrosinistra, per salvare il Paese, dire di volersi alleare con uno che vuole rifondare il centrodestra?”.

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di Davide Gambardella
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