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Voci accusano Galan di aver preparato una trappola

Veneto: Zaia alle prese col debito della sanità


Veneto: Zaia alle prese col debito della sanità
04/05/2010, 17:05

VENEZIA - Non è stata neanche completata la formazione della giunta regionale del Veneto e già scoppia la prima grana. Anche se in questo caso la colpa sembra essere del governatore uscente quel Galan che si è scambiato il posto con Luca Zaia. Il punto è che dai conti della sanità veneta mancano 24 milioni; un ammanco comunque elevato, anche se non stratosferico come accade in altre regioni. Ma i componenti della giunta uscente buttano acqua sul fuoco, come l'ex assessore alla sanità Sandro Sandri, della Lega Nord: "Galan aveva imposto a Consiglio regionale e giunta di non applicare nuove tasse ai cittadini era convinto di essere ricandidato alla presidenza del Veneto e ne aveva fatto motivo di campagna elettorale. Tutte le delibere 2009 sulla sanità sono dunque partite da questo presupposto, perciò il segretario di settore Giancarlo Ruscitti, il dirigente responsabile dei conti Tiziano Zenere e io abbiamo cercato di imporre ai direttori generali delle Usl misure sempre più restrittive, per limitare il deficit. Che per la prima volta non si sarebbe potuto ripianare con l’addizionale Irpef. Abbiamo provato a coprirlo senza, ma non ci siamo riusciti del tutto. E Galan lo sapeva benissimo, era sempre molto attento ai bilanci della sanità, in più Ruscitti gli aveva fatto presente cosa sarebbe successo se avessimo chiuso il 2009 in rosso. Ma lui contava sulla benevolenza del ministero della Salute e del governo amico. Dopotutto su un bilancio di 8 miliardi e mezzo, un buco di 101 o 25 milioni è poca cosa, non può mettere in difficoltà una regione come il Veneto, era il suo ragionamento. E invece è andata diversamente. Io ho la coscienza a posto, ho fatto di tutto per contenere il disavanzo e non sforare nei 130 milioni del 2008".
Naturalmente non è da escludere che ci sia stata una vendetta di Galan, per essere stato praticamente costretto a rinunciare a quel ruolo. E in questo senso depone il fatto che sembra che il governo non intenda ripianare il buco con nuove risorse.

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di Antonio Rispoli
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