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Venezia: alle elezioni Brunetta si oppone alle interviste "scomode"


Venezia: alle elezioni Brunetta si oppone alle interviste 'scomode'
22/02/2010, 08:02


VENEZIA - “Nessuna legge e nessun regolamento potrà togliere ai giornalisti il diritto di fare le domande e neppure privare l’intervistato della possibilità di dare o non dare le risposte. Quando invece le risposte non le si vogliono dare e si pretendono domande gradite vi è solo prepotenza ed arroganza”. Con queste parole la Federazione nazionale della stampa, insieme all'UsigRai e al sindacato dei giornalisti veneto, hanno voluto rispondere al ministro Brunetta, che due giorni fa per una domanda sgradita di un giornalista del Tgr veneto, aveva scomodato i vertici di viale Mazzini. Il tutto era nato per un'intervista, stile faccia a faccia, che avrebbe dovuto vedere contrapposti i due candidati sindaco del capoluogo lagunare. L'intervista doveva riguardare il caso-Mingardi, assesore comunale alla mobilità dimessosi dalla giunta Cacciari per passare con Brunetta. In un primo momento il ministro-candidato ha rifiutato di farsi intervistare dal giornalista-operatore Claudio De Zan, inviato dal Tgr veneto, chiedendo di farsi intervistare da un giornalista. In secondo luogo, dopo essere stato accontentato e intervistato dal caporedattore in persona, Beppe Gioia, il rifiuto di rispondere alle domande su Mingardi. Voglio domande intelligenti – avrebbe tuonato Brunetta -, parlo del futuro di Venezia, del programma, se vuole. La replica del giornalista sarebbe stata sul tono del “vista anche la par condicio, se vuole è così, sennò arrivederci”. Bè il ministro ha accettato la seconda ipotesi e avrebbe chiamato immediatamente il direttore generale della Rai, Mauro Masi. Venuto a conoscenza dell'accaduto, Gioia — nel frattempo tornato in redazione — avrebbe richiamato il ministro per “ringraziarlo” della telefonata a Masi. Di fronte alla sfrontataggine del giornalista Brunetta sarebbe andato nuovamente su tutte le furie. Di fronte a questo atteggiamento del ministro è arrivata la presa di posizione del sindacato nazionale e di quello dei giornalisti Rai che hanno garantito che “nessuno si lascerà intimorire dalla sua voce che si alza o si fa sentire in qualche sede. Il Sindacato, in tutte le sue articolazioni, vigilerà e sarà accanto ai colleghi giornalisti”. Il ministro Brunetta, - continua il comunicato congiunto - che in periodo di par condicio, fruisce di spazi legati alla funzione che esercita, pur essendo candidato a sindaco di Venezia ha il dovere di smentire formalmente i comportamenti che gli vengono attribuiti nei confronti di un tele cineoperatore giornalista della sede Rai del Veneto e dello stesso capo redattore regionale”.

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di Redazione
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