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Verdi e assoutenti: "boicottiamo tangenziale e negozi Benetton"


Verdi e assoutenti: 'boicottiamo tangenziale e negozi Benetton'
30/12/2011, 16:12

"L' aumento a 90 centesimi dal 1 gennaio 2012 - dichiara il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli - del pedaggio della tangenziale di Napoli, l' unico asse viario interno ad una città europea a pagamento, sommato all' aumento della benzina, dell' rc auto, del bollo auto porterà un aumento medio di spesa delle famiglie di 168 euro annui a fronte di nessun miglioramento dei servizi. In particolare l' aumento di 5 centesimi della tangenziale, presieduta dall' intramontabile On. Paolo Cirino Pomicino , è ancora più vergognoso perchè realizzato solo per implementare gli utili della società che è partecipata a maggiornaza dal gruppo Benetton e che gestisce per conto dell' Anas la strada napoletana.
A questo punto invitiamo i nostri concittadini ad usare il meno possibile la tangenziale che dovrebbe essere presa in gestione , anche tramite la requisizione, direttamente dal comune e a boicottare i negozi Benetton che tra l' altro finanziano da tempo la lega nord. In pratica noi veniamo salassati con un aumento del 48% del pedaggio negli ultimi 6 anni e una parte dei nostri soldi sono paradossalmente anche usati per sostenere un partito notoriamente anti meridionalista".
"L'aumento della Tangenziale - continua Antonio di Gennaro dell' AssoUtenti - dovrebbe con la dovuta trasparenza essere applicato col meccanismo del Price Cap solo in caso di migliore qualità del Servizio Offerto, cosa che in assoluto non esiste e non abbiamo potuto verificare nel corso dell'anno trascorso. Inoltre questo aumento, assieme a quello della Tassa di Possesso, in un momento in cui con i tagli di corse effettuati sui trasporti pubblici (Vesuviana, Sepsa , Metrocampania n.E.) si è anche costretti a fare più ricorso all'uso dell'auto privata per arrivare al lavoro, e per giunta dopo i recenti aumenti delle Accise sulla benzina ed IVA , finirà col ripercuotersi inevitabilmente sui prezzi al consumo, e quindi, ancora di più, sulle tasche degli utenti campani, secondo una spirale perversa che finisce col distruggere ogni potere di spesa ai redditi medio bassi nella nostra regione, notoriamente col reddito pro capite tra i più bassi in Italia".

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di Redazione
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