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Verdi lanciano allarme: "in arrivo cibi radioattivi surgelati provenienti dal Giappone"


Verdi lanciano allarme: 'in arrivo cibi radioattivi surgelati provenienti dal Giappone'
11/04/2011, 16:04

Iniziativa pubblica stamattina dei Verdi campani per ricordare il disastro nucleare di Fukushima e il dramma del terremoto giapponese a distanza di un mese.
I Verdi hanno distribuito materiale contro il nucleare e allertato l' opinione pubblica sul possibile arrivo di cibo contaminato in Italia e della realizzazione del sito nazionale di scorie nucleari nella provincia di Caserta.
"Siamo estremamente preoccupati, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni, che tramite il Porto di Napoli - denunciano il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli ed il Prof. Vincenzo Peretti della Facoltà di Veterianria alla Federico II - arrivino in Italia cibi contaminati e radioattivi di provenienza Giapponese. Ogni anno infatti vengono importati da quel paese in Italia 13 milioni di pezzi di pesce surgelato che viene pescato nel mare nipponico che attualmente è pieno di migliaia di tonnellate di acqua radioattiva. Il pesce fresco, che non è mai di provenienza giapponese, non ci preoccupa sono i derivati ed i surgelati che riteniamo pericolosissimi e su cui lanciamo l' allarme".
"La criminalità organizzata - continuano Borrelli e Peretti - infatti sta già garantendo il passaggio di questi prodotti alla dogana evitando i controlli per introdurli subito nel mercato alimentare per questo chiediamo alle autorità preposte massima allerta".
"Infine invitiamo i cittadini campani - concludono Borrelli e Peretti - a vigilare sull' arrivo di tutte le scorie nucleari italiane nella ex Centrale del Garigliano scelta dal governo per diventare il sito nazionale dei raccolta dei rifiuti nucleari. I lavori della mega vasca di contenimento realizzata dalla Sogin, la società che gestisce per il Governo le ex centrali atomiche italiane, sono stati completati adesso arriveranno i fusti di meteriali radioattivi a cui ci opporremo fisicamente".

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di Paola Picilli
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