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Per il 22 giugno si temono assenze dell’ultima ora

Verifica di governo: è guerra di numeri incerti

Responsabili e Forza Sud le spine nel fianco del Cavaliere

Verifica di governo: è guerra di numeri incerti
10/06/2011, 09:06

ROMA – Il 22 giugno il governo dovrà fare i conti con la verifica: quella richiesta dal Capo dello Stato dopo la nomina di nuovi sottosegretari e, quindi, dinanzi alla constatazione di una nuova maggioranza. Benché Silvio Berlusconi abbia ostentato sicurezza (la tesi a cui si appella il premier è che nella lettera del presidente della Repubblica si parla di “verifica” e non di “voto di fiducia”), sono proprio i numeri a creare fibrillazioni all’interno della squadra di governo. Anche qualora dovesse trattarsi di fiducia, ha voluto precisare il presidente del Consiglio, “non abbiamo timore di nulla”.
La sua tesi, però, non convince i più: nella maggioranza c’è un’aria un po’ diversa. Sulla carta i numeri ci sono visto che il centrodestra potrebbe contare su 318 voti, ma le preoccupazioni non mancano, soprattutto dal momento che meno di 48 ore fa, al Senato, il governo è andato sotto per due volte su un provvedimento importante, come il ddl anticorruzione. Spine nel fianco sono soprattutto i Responsabili e Forza Sud. Il timore principale è quello delle assenze dell’ultima ora: un timore che Berlusconi fa uscire allo scoperto, raccomandandosi con i suoi di essere sempre presenti in Aula, per evitare sconfitte inaspettate.
Saranno anche solo rumors, indiscrezioni, ma l’incognita Responsabili (quelli rimasti a mani vuote, senza incarichi ricevuti dal Cavaliere) sembra pesare sulla maggioranza eccome. Luca Barbareschi, ad esempio, raggiunto telefonicamente all’estero, dice che lui di queste cose non parla e che deciderà sul voto quando tornerà in Italia. Anche Calogero Mannino non si sbilancia: “Parteciperò al dibattito - assicura - ed essendo un uomo libero sceglierò poi liberamente a seconda delle condizioni politiche che dal dibattito potranno emergere”. Ci sono anche i due liberaldemocratici giunti all’ennesima “oscillazione”: Italo Tanoni e Daniela Melchiorre. Candidati con il centrodestra sono poi andati all’opposizione; da lì ritornati alla maggioranza e ora di nuovo diretti verso il centrosinistra. E questo, si maligna nel Pdl, perchè lei, già ex sottosegretaria alla Giustizia con Prodi, non sarebbe riuscita a ottenere con Berlusconi l’agognato incarico di viceministro. Perplessità non mancano anche su Arturo Iannaccone ed Elio Belcastro: i due di Ir che hanno più volte minacciato di lasciare il gruppo, perché non in sintonia con l’attuale presidente Luciano Sardelli. Alla fine c’è il caso Gianfranco Miccichè, che assicura in tutti i modi che non ci saranno sorprese, ma il suo annuncio di voler formare propri gruppi autonomi in Parlamento non lascia tranquilli i vertici del centrodestra.
La verità è che sui numeri il timore c’è eccome all’interno della maggioranza. A questi vanno aggiunti i malumori presenti tra i leghisti. E li si conosce benissimo alla luce della cronaca parlamentare degli ultimi giorni.

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di Antonio Formisano
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