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Sindacati contrari. Camusso: "Pronti a scendere in piazza"

Verso la manovra di Natale, Monti: "Occorrono sacrifici"


Verso la manovra di Natale, Monti: 'Occorrono sacrifici'
04/12/2011, 17:12

ROMA - Stretta su pensioni ed enti locali, torna l’Ici sulla prima casa, tracciabilità sui pagamenti dai mille euro in poi ed aumento dell'Iva. E poi liberalizzazioni, infrastrutture, piani per incentivare lo sviluippo del paese che però non convincono i sindacati.
La manovra correttiva di Natale che porta la firma di Mario Monti non è stata ancora presentata, ma già fa discutere le parti sociali che giurano battaglia. Il Consiglio dei Ministri è stato anticipato ad oggi, e dopo l'incontro con i partiti, è la volta di sindacati, associazioni di imprese, Regioni e autonomie locali. Il premier ha accolto le 36 sigle sindacali sottolineando come la crisi sia "peggiorata" nelle ultime settimane, ma secondo Mario Monti "ce la possiamo fare".
Per il premier ci troviamo di fronte ad "una situazione di uno Stato insolvente, di un Euro distrutto magari per infamia dell'Italia". Per questo, il governo ha fretta di presentare le misure, tanto da anticipare a oggi il Consiglio dei ministri previsto per domani.
Dagli incontri di oggi arrivano le prime certezze. Monti - promettendo che le misure sul lavoro per cui serve "maggiore concertazione" arriveranno solo "più avanti" - ha precisato infatti che la manovra vale in tutto 20 miliardi netti più 4 di delega fiscale, ma garantirà "rigore, equità e sviluppo", interventi strutturali in diversi campi e soprattutto il pareggio di bilancio nel 2013, che potrebbe essere raggiunto addirittura con un anno di anticipo.
Il governo, inoltre, cercherà di "alleviare il cuneo fiscale" sul lavoro, di intensificare la lotta all'evasione fiscale e di abbattere i costi della politica a partire poprio dall'esecutivo.
Per quanto riguarda il nodo pensioni poi, il ministro al Welfare, Elsa Fornero, ha assicurato che gli anni di contributi minimi per uscire dal lavoro indipendentemente dall’età anagrafica saranno portati da 40 a 42 per gli uomini e 41 per le donne. Abolite le cosiddette finestre mobili: nel 2018 le donne potranno lasciare il lavoro a 66 anni, mentre la fascia di flessibilità per l’età pensionabile sarà, già a partire dal 2012, compresa tra i 63 e i 70 anni per le donne e tra 66 e 70 anni per gli uomini 66-70, con un sistema di incentivi e disincentivi. Bloccata, infine, la rivalutazione piena rispetto all’inflazione nel 2012, che sarà prevista solo per le pensioni fino a 486 euro.
Per quelle fino a 936 euro, invece, la rivalutazione sarà solo parziale.
Previste anche misure per le imprese, come ha detto il ministro per lo Sviluppo, Corrado Passera: "L’obiettivo è favorire la patrimonializzazione delle imprese, con premi a imprenditori che mettono capitale nelle imprese". Confermato un intervento sull’Irap, defiscalizzata per la parte lavoro: "Concentriamo risorse sul fondo Pmi, cui a regime sarà destinato qualche decina di miliardi. Supportiamo le banche per sostegno a credito Pmi. La componente crescita è altrettanto importante del rigore".
Durante l'incontro con i sindacati non si è parlato di fisco: "Non ho detto niente solo per ragioni di riservatezza ma ho voluto ascoltarvi prima di decidere come ministro dell’Economia", ha detto Monti. Eppure dal vertice con gli enti locali è trapelata una riforma finanziata con un aumento dell’Iva di 2 punti nel 2013 per un gettito di 16 miliardi. Nel pacchetto è compresa inoltre una patrimoniale immobiliare che prevede il ripristino dell’Ici sulla prima casa e la revisione degli estimi catastali da cui incassare un gettito fra i 10 e gli 11 miliardi di euro. Aumenterà inoltre il bollo sui conti correnti e il conto titoli, che ora si attesta a 34,20 euro annuali.
Confermati, poi, i previsti tagli di 5 miliardi di euro a Regioni e enti locali e un'imposta sui redditi immobiliari (la cosiddetta Imu) di circa 10 miliardi. Ai governatori, inoltre, Monti avrebbe detto che "nessuno deve essere soddisfatto dalle nostre azioni perchè tutti debbono partecipare allo sforzo del Paese".
Dure le reazioni dei sindacati, soprattutto sulla riforma delle pensioni che secondo Susanna Camusso è "un durissimo colpo ai redditi dei pensionati e un allungamento insostenibile per tanti lavoratori e lavoratrici che si troverebbero sconvolte le prospettive di pensione e molto incrementati gli anni di lavoro". Il leader Uil, Luigi Angeletti, che chiede di spostare il peso fiscale a vantaggio del lavoro, sostiene che non si possa aumentare l'età di lavoro senza aver un vantaggio dal versamento dei contributi. Per il segretario di Cisl, Raffaele Bonanni, infine, "la manovra grava solo sui lavoratori e sui pensionati.
Occorrono risposte immediate ma ben ponderate. Possiamo ancora discutere in queste ore". La Cisl torna a chiedere una patrimoniale in una manovra che, così come è concepita, "punta soprattutto sulle imposte indirette piuttosto che su quelle dirette".
Per la Cgil la situazione è critica non solo perché lo scorso governo ha "ignorato la grande crisi che ha investito il mondo intero", ma anche "perchè il duo Merkel-Sarkozy l’ha colpevolmente sottovalutata". Per il segretario, la manovra, così come è stata presentata, è "socialmente insopportabile" perché si fa cassa sui poveri. La Camusso assicura che, in ogni caso, "non rinuncerà ovviamente a proporre, anche al Parlamento, modifiche concrete affinché la parola equità assuma significato" e chiede a Cisl e Uil di unirsi per un'iniziativa comune.
Questa mattina il presidente del Consiglio ha incontrato anche una delegazione del Forum dei giovani, che avrebbero chiesto l'esenzione dall'Ici sulla prima casa per chi non ha ancora compiuto 35 anni. Intorno alle 17 è iniziato il Consiglio dei ministri. Domani la manovra sarà presentata a Camera e Senato.
 

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di Davide Gambardella
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