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Pressing su Berlusconi: il premier si dimetta

Vertice notturno del Pdl: maggioranza in bilico

Anche Vizzini lascia. Nuovo documento contro Silvio

Vertice notturno del Pdl: maggioranza in bilico
05/11/2011, 10:11

ROMA – È ufficialmente iniziata l’operazione recupero all’interno del Pdl. Recupero dei dissidenti, che in queste ore, uno dietro l’altro, stanno provocando forti mal di pancia alla squadra di governo. Dopo gli abbandoni degli ultimi giorni, l’emorragia continua: questa volta tocca a Carlo Vizzini lasciare il Pdl, mentre un nuovo documento, firmato Sardelli-Scotti-Milo, fa la sua comparsa per chiedere un cambio di governo.
Ma la maggioranza è “solida”, continua ad assicurare Silvio Berlusconi, che tornato nella Capitale da Cannes, si tuffa sul delicato tema della tenuta della maggioranza. Gli impegni internazionali lo hanno tenuto lontano dalle vicende interne, che vedono il Pdl e i Responsabili sempre più in subbuglio, ma le prossime ore, assicura, saranno dedicate ad arginare l’emorragia.
Tempo di arrivare a palazzo Grazioli e subito, ieri sera, è iniziata la lunga riunione con Denis Verdini, Angelino Alfano e Gianni Letta. Gli occhi, ovviamente, sono puntati sulle scadenze della prossima settimana e l’appuntamento con il via libera al dl stabilità non è importante solo perché equivale a dare disco verde alle misure concordate in ambito internazionale, per contrastare la crisi e confermare la credibilità dell’Italia e del suo governo. Quel voto in Parlamento rappresenterà, infatti, un ulteriore banco di prova proprio per l’Esecutivo, alle prese con i ripetuti ultimatum che continuano a fioccare proprio dall’interno del Pdl.
È un drammatico vertice quello che nella notte si è consumato a palazzo Grazioli per fare il punto sui numeri a disposizione della maggioranza alla Camera. Al momento, sarebbe stata la riflessione, la coalizione avrebbe una maggioranza risicata, ma con il passare del tempo il rischio di perdere altri pezzi sarebbe alto, sarebbe stato il ragionamento fatto da Verdini ai presenti, secondo quanto si è appreso in ambienti del Pdl. Tant’è che tra i fedelissimi in pochi credono che la situazione sia ancora sostenibile e si moltiplicano le richieste al premier di compiere un passo indietro: il premier si dimetta.

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di Antonio Formisano
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