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Previsti vincoli precisi per evitare 'sceriffi'

Via alle 'ronde': il Quirinale precisa, il Vaticano critica


Via alle 'ronde': il Quirinale precisa, il Vaticano critica
20/02/2009, 22:02

Il nuovo decreto legge ‘antistupri’ è stato approvato all’unanimità. Tra le novità introdotte, lo stanziamento di cento milioni di euro per rafforzare i reparti di pubblica sicurezza, anche con l’assunzione di 2500 nuove unità delle forze dell’ordine. Grande attenzione anche nei confronti dell’immigrazione clandestina, con l’aumento del tempo di permanenza nei centri di accoglienza e di espulsione a sei mesi, in modo da garantire il rimpatrio di tutti. Norme precise sono arrivate per lo stalking, mentre è stato ‘affinato’, e sarà discusso nei prossimi giorni, il piano sulle intercettazioni
Ma la novità che più fa discutere è sicuramente quella delle ronde. Se da un lato il governo sottolinea che i cittadini non saranno armati ed avranno un compito di mero controllo, con l’obbligo di allertare le forze dell’ordine, dall’altro lato il Vaticano parla di ‘abdicazione dello Stato’ e di ‘pericolosa deriva xenofoba’.




“Abbiamo varato il decreto per il clamore che gli stupri stanno provocando, ma le violenze sessuali nel 2008 sono diminuite del 10 per cento. E il dato vale anche per la città di Roma”. Al termine del Consiglio dei ministri, il premier Silvio Berlusconi illustra i contenuti del decreto legge, approvato all’unanimità, su sicurezza ed emergenza stupri. Il premier ritiene che la diminuzione degli stupri registrata nel 2008 sia dovuta al “pattugliamento più diffuso e all’utilizzo dei militari”, ed approfitta per ribadire l’importanza dello strumento della decretazione d’urgenza: il decreto “è uno strumento essenziale perché il governo possa legiferare” con “norme che immediatamente siano applicabili e quindi possano consentire dei risultati nelle situazioni che si manifestano e che richiedono provvedimenti restrittivi”.
Grazie al cosiddetto decreto antistupri, spiega ancora il Cavaliere, è stato impossibile introdurre con urgenza norme inserite in “alcuni nostri ddl già presentati dal giugno scorso e poi in un Consiglio dei ministri a Napoli e consegnati al Parlamento”. Un escamotage, se così si può dire, per aggirare i tempi lunghi richiesti per l’approvazione da parte del Parlamento, che ha permesso, attraverso appunto il decreto, di far divenire i provvedimenti immediatamente “vigenti ed esecutivi”.

Il Guardasigilli Angelino Alfano ribadisce lo stesso concetto, ripetendo che “con questo provvedimento sulla sicurezza anticipiamo di circa 100 giorni gli effetti giuridici di norme già presenti o approvate in precedenza dal Parlamento”. Per Alfano “quello approvato questa mattina dal Consiglio dei ministri è un provvedimento che si pone dalla parte della donna. Abbiamo previsto l’ergastolo per chi è colpevole di omicidio in occasione di una violenza sessuale”.

Sotto il profilo dei rapporto col Quirinale, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, assicura che “non c’è stato alcun veto. Ieri con Napolitano ho concordato questo testo, senza alcuna forzatura o obiezione”. Sulla questione delle ronde, al centro di accese polemiche, Maroni ha sottolineato che l’obiettivo è “passare dalle ronde fai da te ai volontari per la sicurezza, regolati e controllati”, in un’ottica, come specificato nell’articolo 6 del decreto legge, di “un piano straordinario di controllo e presidio del territorio”.


LE PRECISAZIONI DEL QUIRINALE

Il Quirinale, dal canto suo, ha precisato che il proprio ruolo non è stato quello di avallare i contenuti, ma solo di controllare che siano in regola con le leggi. In una nota diffusa si legge infatti che: 
"È opportuno puntualizzare il carattere della consultazione informale intervenuta, secondo una prassi consolidata, tra il Governo e la Presidenza della Repubblica in ordine allo schema di decreto-legge in materia di sicurezza pubblica, poi approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione odierna.
Quando si ipotizzi, da parte del Governo, il ricorso a un decreto-legge, la Presidenza della Repubblica concorre - in uno spirito di leale collaborazione istituzionale - a verificarne i profili di costituzionalità, oltre che la coerenza e correttezza legislativa nel rapporto con l'attività parlamentare.
Resta naturalmente l'autonoma ed esclusiva responsabilità del Governo per le scelte di indirizzo e di contenuto del provvedimento d'urgenza da sottoporre per l'emanazione al Presidente della Repubblica".
 

LE RONDE: CITY ANGELS, NESSUNO ‘SCERIFFO’

Maroni fa notare che alcune esperienze di “sicurezza partecipata” (ovvero non gestita esclusivamente dalle forze dell’ordine, ma con l’aiuto delle amministrazioni e dei cittadini) si sono rivelate positive, citando i casi di Bologna e Firenze.

Ma non si tratta, come teme qualcuno, di autorizzare degli ‘sceriffi’ che possano farsi giustizia da soli arbitrariamente. Le ronde, infatti, “non saranno armate, ma dotate solo di telefonini e ricetrasmittenti con cui avvertire le forze dell’ordine”. Viene da sé che branchi di ‘punitori’ non saranno tollerati, e che i gruppi dovranno sempre e comunque rispondere del proprio operato. Niente linciaggi pubblici, nessun processo sommario a colpi di spranga o pistolettate.
In particolare, il provvedimento prevede il coinvolgimento di “associazioni di cittadini che, sotto il coordinamento del sindaco e con certi requisiti previsti da un decreto che emanerà il ministero dell’Interno, coordinati e controllati dal prefetto e dal comitato provinciale per l'ordine e sicurezza", potranno "controllare il territorio per prevenire i reati e contrastare la criminalità con regole ben precise e ben definite".

Maroni aggiunge che “il modello che abbiamo pensato per gestire le ronde è simile a quello dei City Angels, che a Milano, ma anche in altre città, funziona da 15 anni e che si occupano di iniziative di prima assistenza e di controllo del territorio per prevenire reati”. Quanto agli elenchi delle associazioni coinvolte, “il modello sarà quello delle associazioni ant-racket”.
Nessun provvedimento, ha specificato Maroni, è stato preso sull’onda emotiva dei recenti fatti di cronaca, visto che sono state anticipate misure “già previste dal disegno di legge sulla sicurezza, già approvato dal Senato e ora in discussione alla Camera”.

Il ministro dell’Interno, di fianco al sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha poi sottolineato che “il testo del Consiglio dei ministri è stato arricchito di una proposta, che mi sembra molto buona, allo studio anche del Comune di Roma, e cioè il fatto di dare la precedenza alle ronde alle associazioni di carabinieri e poliziotti in congedo. Persone che sanno quello che fanno”. E che conoscono bene la legge, soprattutto.


I CLANDESTINI

E’ stata inoltre aumentata la permanenza degli immigrati nei centri di identificazione ed espulsione da 2 a 6 mesi, per “garantire il rimpatrio di tutti coloro che sono nei centri per immigrati, in particolare quelli provenienti dalla Tunisia che sono stati trattenuti in queste settimane a Lampedusa”.  In generale, "i clandestini che arrivano in Italia saranno rimpatriati, a meno che non chiedano asilo o non siano minori". Inoltre, "non tollereremo - chiarisce il responsabile del Viminale - nessuna forma di violenza dentro o fuori i Centri per gli immigrati (come quelle avvenute a Lampedusa) da parte di chi sta illegalmente sul territorio italiano".

Maroni annuncia poi che saranno aperti nuovi Centri di identificazione ed espulsione. "La prossima settimana - dice il ministro dell'Interno – convocherò il Comitato interministeriale di monitoraggio della Bossi-Fini per definire i nuovi centri e fare una verifica delle iniziative da prendere per contrastare in modo sempre più efficace l'immigrazione clandestina".
 

CONTROLLO DEL TERRITORIO E STALKING

Tra le novità del dl, lo stanziamento di 100 milioni di euro “per allestire un sistema più eficace di presidio del territorio e procedere entro il 31 marzo all’assunzione di 2500 unità di forze dell’ordine da mettere per questo piano straordinario di controllo del territorio”.
Per quanto riguarda lo stalking, aggiunge il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, "sono previste sanzioni per gli episodi di molestie e minacce reiterate prima che possano degenerare in condotte più gravi: le pene vanno da sei mesi a 4 anni, con aggravanti se il reato è commesso da un ex partner o marito o ai danni di soggetti particolarmente deboli". Inoltre, è previsto "che la vittima si possa rivolgere al questore che può 'ammonire' il colpevole, nonchè il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa".
 

LE INTERCETTAZIONI

Per quanto riguarda le intercettazioni, il cui dossier sarà discusso lunedì dall’aula di Montecitorio, Alfano precisa: “Non abbiamo eliminato i reati ma bensì gli abusi e la possibilità che qualcuno possa immaginare la vita delle persone”. Per il ministro della Giustizia il provvedimento “è il giusto punto di equilibrio tra l’esigenza di non spuntare le armi alla magistratura e di tutelare la privacy dei cittadini. Quando abbiamo presentato il provvedimento ci avevano criticato per il fatto che avevamo tolto alcuni reati: abbiamo presentato un emendamento per reintrodurre le intercettazioni per questi reati (come la violenza sessuale, ndr) trovando un punto di equilibrio per non spuntare le armi ai magistrati e per tutelare la privacy dei cittadini come prevede l’articolo 15 della Costituzione così tanto evocata da alcuni esponenti della sinistra”.


LE CRITICHE DEL VATICANO

Abdicazione dello Stato. Di questo ha parlato il Vaticano in seguito alla scelta del governo di dare il via libera alle ronde composte da cittadini. Il provvedimento è stato contestato dal segretario del Pontificio consiglio per i migranti, mons. Agostino Marchetto. La preoccupazione è che dal decreto si possa arrivare ad una deriva xenofoba che prenda il sopravvento nelle politiche per la sicurezza. La Chiesa aveva già aspramente criticato altri aspetti del provvedimento, come la possibilità che i medici denuncino gli immigrati irregolari e le restrizioni in materia di ricongiungimenti familiari. 
 

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di Nico Falco
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