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Vince la Lega: election day senza referendum


Vince la Lega: election day senza referendum
25/02/2009, 12:02

Nessuno ne sta parlando, ma l'ennesimo capriccio della Lega ha ricevuto soddisfazione, e a noi cittadini questo costerà caro: almeno 400 milioni di euro. Mi riferisco al fatto che, oltre alle elezioni europee del 7 giugno, quest'anno ci sarà anche un referendum, per modificare tre punti delle legge elettorale nazionale, il cosiddetto "porcellum". Ebbene, il governo ha intenzione di stabilire che il referendum si terrà il 14 giugno, e non il 7, come sarebbe la soluzione più logica. E l'organizzare un giorno in più di tornata elettorale ci costerà, secondo facili stime, oltre 400 milioni di euro; abbastanza da finanziare la social card per un anno. Ma questi sono dettagli, per il governo, di fronte alle necessità della Lega Nord. Infatti questa spesa ci viene inflitta solo perchè il partito di Bossi ha paura di un eventuale risultato positivo del referendum e - non avendo il coraggio di parteggiare per il no, perchè è facile che sarà sconfitto - parteggia per il non raggiungimento del quorum. Infatti uno dei quesiti prevede che, in caso di vittoria dei sì, in Parlamento entrino solo le due liste che hanno ottenuto più voti. Ma la Lega vuole restare formalmente fuori dal PdL; da qui la contrarietà dei leghisti.
Anche la data è stata scelta per creare un ulteriore ostacolo al raggiungimento del quorum. Infatti il 7 giugno si andrà a votare per le europee e per le amministrative; il 14 si dovrebbe andare per i referendum; e il 21 si dovrebbe ritornare al voto in molte parti per il ballottaggio delle amministrative. Quindi si punta a stufare gli elettori e a mantenerli a casa.

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di Antonio Rispoli
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