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Pene più dure, raddoppiati i termini per la prescrizione

Violenza sessuale, il ddl passa l’esame alla Camera


Violenza sessuale, il ddl passa l’esame alla Camera
14/07/2009, 20:07

Galera fino a 12 anni, tempi di prescrizione raddoppiati, pene più severe per la violenza di gruppo e su minori. Il ddl del giro di vite sulla violenza sessuale ha passato l’esame alla Camera con consenso bipartisan, 447 voti a favore e soltanto 29 contrari. Il testo unificato, ottenuto uniformando le diverse proposte parlamentari con quella del Governo, affianca le norme anti-stalking promosse dal ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna. Le pene sono state inasprite e sono state inserite delle aggravanti che dipendono dalle modalità della violenza sessuale; sparita, invece, la norma cosiddetta dei manifesti “wanted”, ovvero quella che prevedeva l’affissione su luoghi e mezzi pubblici delle fotografie dei ricercati per reati sessuali. Sono previsti inoltre dei protocolli di intesa tra le istituzioni e le associazioni di volontariato che operano sul territorio, al fine di potenziare l’assistenza alle vittime e portare avanti una campagna di informazione all’interno delle scuole in collaborazione col ministero dell’Interno. Ogni anno, a febbraio, è previsto che il ministro alle Pari opportunità presenti alle Camere una relazione sull’attività di coordinamento e di attuazione delle azioni contro gli atti persecutori e contro gli atti sessuali. Di seguito un sunto delle principali novità portate dal ddl:

Reclusione in carcere dai 6 ai 12 anni – L’articolo 1 della legge stabilisce che “chiunque, con violenza, minaccia o abuso di autorità costringe taluno a compiere o a subire atti sessuali è punito, se il fatto non costituisce più grave reato, con la reclusione da 6 a 12 anni”.

Aggravanti – Sono state introdotte diverse aggravanti per casi specifici, per i quali la pena può andare da un minimo di 7 anni ad un massimo di 15 anni di carcere. In particolare, sono considerate aggravanti la violenza sessuale su un minore; l’utilizzo di armi e sostanze stupefacenti per sottomettere la vittima; la violenza ai danni di una persona in condizioni di inferiorità fisica o psichica. Nel caso la vittima muoia in seguito allo stupro, è previsto il carcere a vita; in caso di lesioni personali gravi, invece, la pena non può essere inferiore a 8 anni, che diventano 12 in caso di “lesione gravissima”.

Molestie -  E’ prevista la reclusione dai 6 mesi ai 2 anni, con multa da mille a tremila euro, per chiunque arreca molestia “mediante un atto o un comportamento a contenuto esplicitamente sessuale”.

Violenza di gruppo – Lo stupro di gruppo viene punito con la reclusione dai 7 ai 12 anni, con le aggravanti previste dalla legge; pena diminuita invece “per il partecipante la cui opera abbia avuto minima importanza nella preparazione e nell’esecuzione del reato”.

Maltrattamenti contro i familiari - “Chiunque maltratta una persona della famiglia o comunque convivente, o una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata è punito con la reclusione da 2 a 6 anni”. La pena diventa più severa se la vittima è un minore di 14 anni, e se la vittima dei maltrattamenti subisce lesioni: la pena minima diventa di 4 e 9 anni in casi, rispettivamente, di lesione grave e gravissima, mentre se la persona maltrattata muore la pena minima prevista è di 12 anni.

Parte civile in giudizio -  “L’ente locale, impegnato direttamente o tramite servizi per l’assistenza della persona offesa e il centro antiviolenza che presta assistenza alle vittime, possono intervenire in giudizio ai sensi dell’articolo 91 del codice di procedura penale”.

Informazioni e assistenza sociale – E’ previsto che le autorità pubbliche promuovano campagne di sensibilizzazione ed informazione sulle misure previste dalla legge e sui centri antiviolenza che hanno competenze e funzioni di assistenza delle vittime. Ai servizi sociali spetta il compito di seguire le vittime fino al completo recupero, compreso il supporto sia psicologico che fisico. Prevista anche la promozione, da parte delle prefetture, di protocolli di intesa con le associazioni di volontariato.

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di Nico Falco
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