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Vittorio Vasquez, Presidente del Gruppo Comunale di "Napoli è tua": "Solidarietà all'assessore D'Angelo"


Vittorio Vasquez, Presidente del Gruppo Comunale di 'Napoli è tua': 'Solidarietà all'assessore D'Angelo'
29/07/2011, 11:07

La condanna dell'Assessore Sergio D'Angelo e di due operatori sociali sulla base di una legislazione monarchica risalente a ottanta anni fa è la manifestazione di una miope interpretazione della realtà sociale della nostra Città.
Il Comitato "Il Welfare non è un lusso" raccoglie l'adesione di duecento cooperative sociali e associazioni che garantiscono, nei limiti del possibile, almeno una riduzione dei danni derivanti dall'abbattimento dello Stato Sociale ed evitano l'aggravamento delle condizioni di vita delle fasce più deboli della popolazione.
Questo avviene nonostante gli operatori del settore avanzino dalle Istituzioni, e soprattutto dalla Regione, crediti maturati da due - tre anni a scapito del proprio reddito familiare, rischiando quotidianamente il necessario per la sopravvivenza propria e delle relative famiglie.
Le lotte di questi mesi sono state sempre improntate ai valori della legalità e del coinvolgimento della Città. Le occupazioni simboliche, sempre nel pieno rispetto delle persone e delle cose, hanno mirato a rompere il muro del silenzio che si voleva frapporre in questa lunga e drammatica vertenza.
Personalmente ho partecipato a molti di questi cortei per esprimere la mia solidarietà civile e politica, acquisendo la conoscenza delle difficoltà incontrate dagli operatori nel loro difficile e nobile lavoro.
E con me ho ritrovato esponenti di partito e di sindacato sensibili alle questioni in campo. Anche nella serata del Teatro San Carlo non hanno fatto mancare la propria presenza i candidati che al momento stavano partecipando alle primarie del centro - sinistra. Come durante la recente campagna elettorale ho notato con piacere la presenza di candidati al Consiglio Comunale.
Dico questo per attestare il forte rilievo sociale della vertenza e la consapevolezza di buona parte della classe dirigente politica e sindacale di trovarsi di fronte ad un conflitto sociale - ancora in atto - per il quale occorrono il confronto, la mediazione, le risposte concrete e non certo le svolte repressive e giudiziarie che sentenziano con la pretesa di una presunta oggettività.
Sappiamo tutti che Napoli vive una lunga e difficile fase della sua storia. Non è difficile prevedere che nei prossimi mesi possano addirittura aumentare le tensioni sociali, a partire da quegli strati della popolazione che vivono in condizioni di vera e prolungata povertà.
Le Istituzioni devono agire nel garantire e nel richiedere il rispetto della legalità; ma devono essere pronte al dialogo, alla ricerca delle mediazioni possibili, all'esposizione chiara e sincera dei propri ruoli e delle proprie disponibilità.
L'uso irragionevole della forza o l'intervento inconsulto della magistratura rischiano di aggravare la situazione, ritardando la necessaria ricerca di soluzione dei problemi.

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di Redazione
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