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Franceschini: "Prodi aveva messo regole molto rigide"

Voli di Stato, Berlusconi iscritto nel registro degli indagati


Voli di Stato, Berlusconi iscritto nel registro degli indagati
04/06/2009, 03:06

Silvio Berlusconi è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma per l’inchiesta sui voli di Stato. La formalizzazione dell’accusa d’abuso d’ufficio, spiegano fonti giudiziarie, è stato un “atto dovuto”.  L’inchiesta è stata avviata dopo la denuncia del Codacons sul trasferimento in Sardegna di ospiti del Cavaliere su aerei dell’Aeronautica militare; nell’esposto era contenuto il ricorso dello stesso comitato al Consiglio di Stato contro il provvedimento con il quale il Tar ha negato la sospensione della direttiva dell’attuale governo sull’ampliamento dell’utilizzo dei voli di Stato anche a persone che accompagnino cariche istituzionali. Dopo l’esame delle fotografie scattate dal reporter sardo Antonello Zappadu, il fascicolo potrebbe essere definito in tempi rapidi e gli accertamenti potrebbero concludersi con una richiesta di archiviazione da presentare al competente tribunale dei ministri. L’inchiesta potrebbe seguire quindi lo stesso iter che ha visti coinvolti, per fatti analoghi, gli ex ministri Francesco Rutelli e Clemente Mastella.

Parlando dei presunti illeciti nell’utilizzo dei voli di Stato a Porta a Porta, Berlusconi ieri sera si era detto tranquillo ed aveva aggiunto che, partendo dal presupposto che un premier debba spesso usare voli di Stato per ragioni di sicurezza, “se qualche volta su questi aerei c’è qualche passeggero in più non costa una lira perché l’aereo è già impiegato in quel tragitto”.

La querelle dei voli di Stato è l’occasione per uno scontro politico a tutto campo. Dario Franceschini, segretario del Pd, sostiene che Romani Prodi “aveva messo delle regole molto rigide, mentre oggi vediamo come sono usati dal governo”; per Antonio Di Pietro, leader di Idv, “utilizzare aerei militari per portare nani, ballerine, menestrelli e veline da Roma alla residenza privata del premier” configura il reato di peculato.

La maggioranza si schiera dalla parte di Berlusconi: Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, ribadisce la necessità per il premier di utilizzare i voli di Stato per motivi di sicurezza, pur disponendo di una flotta privata; il ministro Calderoli sostiene invece che la diatriba sull’utilizzo dei voli di Stato è una mossa politica costruita ad hoc “non solo per cercare di colpire Berlusconi, ma per evitare che si parli del lavoro svolto dal Governo sui fatti reali e in particolare sui grandi risultati ottenuti dalla Lega”.

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di Nico Falco
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