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Vomero, continua la crisi dei negozi storici


Vomero, continua la crisi dei negozi storici
03/02/2012, 10:02

“Fino agli anni ’80 hanno rappresentavano un punto di riferimento certo nell’ambito del commercio vomerese - afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, parlando dei negozi di generi alimentari, panetterie, salumerie, macellerie e pescivendoli, che si tramandavano di padre in figlio, con ditte conosciute in tutta la Città per la rinomanza dei loro prodotti -. Poi, man mano che avanzavano i supermercati, hanno visto decimata la loro clientela, attratta dalle offerte praticate da questi ultimi. Il colpo ferale, infine, è stato prodotto dalla crisi economica e dal lievitare dei costi di gestione, a partire dai canoni di locazione “.



“ Tra tali esercizi famose era appunto le pescherie – ricorda Capodanno - di un’altra delle quali parla nel suo libro “Vomero e dintorni” l’autore Mimmo Piscopo: la pescheria “Il Golfo di Pozzuoli “, che era rinomata in tutta la città e che sorgeva in via Scarlatti, nei pressi di piazza Vanvitelli a fianco del mitico “Grottino” di Angelo Giuliano, anch’esso scomparso da decenni “.



“ Purtroppo – afferma Capodanno – è di questi giorni la notizia che una delle ultime pescherie rimaste, quella ad angolo tra via Scarlatti e via Morghen, a breve sarà costretta al trasferimento. Al gestore dell’esercizio in questione, presente al Vomero dalla fine degli anni ’50, quindi da oltre mezzo secolo, non è stato rinnovato il contratto di locazione. Sorte analoga, peraltro, a quella già toccata negli anni scorsi ad altri esercizi commerciali posti al piano terra dello stesso fabbricato, che, liberati dagli inquilini, sono rimasti sfitti “.



“ Così, nell’indifferenza delle istituzioni – prosegue Capodanno -, aziende che in oltre mezzo secolo di vita hanno reso famosi gli esercizi commerciali di tradizione del Vomero, continuano a morire. Da tempo, peraltro, corre voce di un quartiere utilizzato quale lavanderia di danaro sporco, denuncia di notevole gravità sulla quale è auspicabile che le autorità preposte, laddove non lo stiano già facendo, assumano al più presto i provvedimenti del caso “.



“ A parte la recente vicenda della libreria Guida, in questi giorni alla ribalta delle cronache – puntualizza Capodanno – e quella ben nota del bar Daniele, va ricordata, tra le altre, la chiusura del negozio di fiori che sorgeva al centro dell’area pedonale di via Scarlatti. Ancora oggi il vecchio titolare, sfrattato da quasi due anni dal locale dove operava da decenni, continua, con tenacia ed attaccamento degni di nota, la sua attività, seppure in maniera ridotta e precaria, sulla pubblica via, dinanzi alle porte chiuse del vecchio esercizio “.



“ Una trasformazione quella settore commerciale vomerese che ha subito una preoccupante ed emblematica impennata negli ultimi dieci anni – prosegue Capodanno -. Al posto delle botteghe artigianali e di esercizi commerciali di antiche tradizionali famiglie vomeresi, la gestione dei quali passava di padre in figlio, sono arrivate attività di ogni tipo, principalmente banche, telefonia, ma anche molti megastore, nel settore alimentare ma anche dell’elettronica e dell’abbigliamento, e più di recente esercizi pubblici, principalmente bar, che hanno dato il colpo di grazia al piccolo commercio fisso al dettaglio “.



“ L’ennesima occasione – continua Capodanno - per sollecitare ancora una volta la Regione Campania a varare una legge per salvaguardare le antiche botteghe del capoluogo partenopeo, che stanno chiudendo a ragione degli elevati costi di gestione, a partire dai canoni di locazione che sono aumentati a dismisura, ed il Comune di Napoli ad istituire l’albo dei negozi storici, così come già fatto da tempo in altre città, come Roma e Milano, con gli interventi del caso “.

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di Redazione
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