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IL voto di ieri ha dimostrato la debolezza del governo

Voto più vicino, Lega e Berlusconi si dicono pronti


Voto più vicino, Lega e Berlusconi si dicono pronti
30/09/2010, 09:09

ROMA - Chi ci ha parlato ieri, ha visto un Presidente del Consiglio infuriato col mondo intero: ancora una volta paggi e servitori vari gli avevano garantito ben altri numeri: oltre 360 voti, cioè 320-330 (ben oltre i 316 che sono la maggioranza assoluta) oltre ai voti di Fli e Mpa. E' la seconda volta che il desiderio dei suoi servi di compiacere il padrone, fa sì che Silvio Berlusconi abbia sgradite sorprese. La prima volta è stato quando si è creato Fli: gli avevano garantito che non avrebbe avuto più di una ventina tra deputati e senatori, ma alla fine ne furono oltre 40.
A questo punto Lega Nord e Berlusconi puntano a nuove elezioni a marzo, per evitare di farsi logorare in una continua trattativa con i finiani. Perchè i due argomenti che più premono ai due leader di partito sono anche quelli su cui i finiani sono più riottosi: il processo breve per Silvio Berlusconi, per cancellare i processi che riguardano se stesso, ma anche quello che vede imputato Marcello Dell'Utri; il secessionismo (quello che in malafede viene chiamato federalismo) per la Lega Nord, una misura che - al di là delle dichiarazioni - punta ad annichilire definitivamente l'economia meridionale e a consegnarla definitivamente in mano alla criminalità organizzata. A questo punto il governo dovrà approvare il documento economico di fine anno (quella che una volta era la finanziaria e che adesso è stata trasformata in una burletta, dato che le spese vengono decise dai singoli Ministeri e dalla Presidenza del Consiglio) e poi probabilmente si andrà al voto. A meno che la campagna acquisti del premier, dopo i 5 siciliani della Lega, i due dell'Api, e qualcuno del Pd come Calearo, non riesca ad acquistare qualche altro deputato.

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di Antonio Rispoli
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