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Welfare: 5mila in piazza contro i tagli e i mancati pagamenti


Welfare: 5mila in piazza contro i tagli e i mancati pagamenti
06/10/2011, 10:10

Napoli, 5 ottobre 2011 – In cinquemila hanno partecipato oggi all’iniziativa Welfare bene comune? promossa dal comitato Il welfare non è un lusso con l’Uneba, la Federazione Sam e il Coordinamento La Rete, per denunciare, con rinnovata forza, il mancato investimento nelle politiche sociali da parte di Governo, Regione Campania e Comune di Napoli, e i gravissimi ritardi nei pagamenti più volte denunciate dalle associazioni e cooperative sociali.

Per l’intera giornata operatori sociali, suore e religiosi di cooperative e associazioni di Napoli e della Campania hanno svolto a cielo aperto i servizi socio-assistenziali, socio-educativi e socio-sanitari che, quotidianamente, realizzano all’interno dei convitti e semi-convitti, delle educative, dei centri di salute mentale, delle comunità di accoglienza e di tutte le altre strutture che ora stanno chiudendo. All’evento – cui hanno aderito numerose realtà del mondo sociale e sindacale, tra cui Legacoopsociali, Federsolidarietà e Fiom – hanno preso parte migliaia di bambini, che sono stati protagonisti di canti, balli e dei tantissimi laboratori realizzati nel corso della giornata. In piazza sono intervenuti, tra gli altri, Don Tonino Palmese, come delegato del cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, il padre missionario Alex Zanotelli e l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Napoli Sergio D’Angelo.

I delegati delle organizzazioni oggi hanno anche consegnato simbolicamente le chiavi di tutti i servizi sociali e socio-sanitari a Comune di Napoli, Regione Campania e Prefettura di Napoli (in rappresentanza del Governo).

In Comune, i delegati sono stati ricevuti dagli assessori comunali alle Politiche sociali e al Bilancio, Sergio D’Angelo e Riccardo Realfonzo, che si sono impegnati entro fine mese a proporre una soluzione per il rientro del debito attraverso lo strumento della cessione del credito (il cosiddetto “pro soluto”). D’Angelo e Realfonzo non hanno voluto accettare le chiavi dei servizi, sostenendo che «la chiusura dei servizi rappresenterebbe il fallimento dell’amministrazione stessa». «Prendiamo atto degli impegni assunti da parte del Comune di Napoli, che ha già dimostrato la volontà di ricominciare a investire nel sociale e non ha ulteriormente tagliato la voce dedicata alla spesa sociale nell’ultima finanziaria – ha dichiarato Fedele Salvatore, uno dei rappresentanti del comitato campano – Ma continueremo a vigilare affinché queste promesse possano tradursi in fatti, anche partecipando ai tavoli di lavoro che saranno convocati a breve dall’amministrazione comunale».

Dopo aver verificato l’indisponibilità dell’assessore all’Assistenza sociale Ermanno Russo a riceverli, in Regione i delegati hanno incontrato l’assessore agli Affari generali e al Personale Pasquale Sommese, che si è impegnato a farsi portavoce in Giunta per l’istituzione di un tavolo tecnico con il terzo settore e per lo sblocco delle risorse.

In Prefettura, i rappresentanti del comitato sono stati ricevuti dalla viceprefetto, che si è impegnata a farsi portavoce con il prefetto di Napoli per la costituzione di un tavolo tecnico con la Regione Campania sulle prospettive del welfare e con gli enti previdenziali per affrontare la grave situazione contributiva delle organizzazioni del settore.

«Siccome anche gli altri livelli istituzionali, Governo e Regione, continuano a considerare il welfare uno spreco – ha sottolineato Giacomo Smarazzo, di Legacoopsociali – ci aspettiamo che almeno il Comune faccia delle politiche sociali un nodo cruciale, al pari dei rifiuti e dell’ambiente, intorno al quale costruire un bene comune per Napoli».


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di Redazione
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