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Zagaria e gli altri camorristi arrestati (inutilmente?)


Zagaria e gli altri camorristi arrestati (inutilmente?)
07/12/2011, 17:12

Un altro titolone garantito per i quotidiani: arrestato Michele Zagaria, boss della camorra, facente parte dei cosiddetti "Casalesi". Applausi, feste, dichiarazioni entusiaste di Tizio e Caio... benissimo, per carità.
Ma poi? Arrivando al sodo, quanto questo colpo nuocerà alla camorra? La risposta è zero. Zagaria ha un suo vice che ne prenderà il posto fuori, mentre il boss continuerà a dare ordini dal carcere. E' quello che avviene normalmente con tutti i boss mafiosi; quindi Zagaria non farà eccezione. E quindi il suo gruppo prospererà come prima.
Immagino l'obiezione: ma come? E il 41 bis? Il carcere duro a cui sono condannati? Beh, il 41 bis è un lontano ricordo. Era "carcere duro" ai tempi di Falcone e Borsellino, ma dopo pochi anni ha cominciato a sciogliersi. A poco a poco le misure vennero ammorbidite (si cominciò col centrosinistra, Sottosegretario alla Giustizia era Ayala), ed oggi abbiamo che le "ristrettezze" del 41 bis si limitano al fatto che i boss stanno in cella da soli e che la loro posta viene letta prima di essere spedita. Per il resto, possono vedere e toccarsi con i propri familiari, hanno l'ora d'aria con gli altri boss... insomma, hanno piena libertà di comunicare con l'esterno. Che sarebbe il principale motivo per cui Falcone volle questo sistema: bloccando le comunicazioni dei boss con gli altri, si recideva la testa e quindi si rendeva inutile il boss stesso. Invece oggi il boss rimane tale perchè continua a dare ordini e disposizioni di massima, mentre per i dettagli c'è un vice in libertà.
In realtà ci sono due facce da considerare. La prima è che questi sono delinquenti, condannati e vanno arrestati. E' persino lapalissiano dirlo. La seconda faccia è che bisogna colpire i gangli vitali del sistema mafioso. Che paradossalmente hanno poco a che vedere con i reati. Infatti, la mafia si differenzia dagli altri tipi di criminalità per il fatto che esiste in simbiosi con la politica marcia. Se questo legame non viene eliminato, la mafia può solo rafforzarsi. Il secondo punto è quello economico. La mafia non esiste senza i suoi immensi proventi; i quali, proprio perchè immensi, non possono essere trattati in contanti. Un esempio banale: immaginiamo i casalesi che fanno venire in Italia 500 chili di cocaina. E' un affare da milioni di euro. Qualcuno può credere che affidino all'autista una ventiquattrore con dentro tante banconote? La tentazione di "deviare" a metà strada e tentare la fortuna in qualche paradiso tropicale può essere troppo forte. In certi casi il pagamento viene fatto in diamanti, ma anche questo sistema ha forti limiti; oltre certe cifre, si può anche trovare il ricettatore che li converte in denaro. E quindi si utilizzano le banche, che sanno come fare a far "sparire" ogni movimento che non si vuole crei allarme negli organi preposti. Allora si trova il direttore di banca giusto o l'impiegato esperto in sistemi informatici; lo si convince con i soldi o con le minacce e il gioco è fatto.
Ed è un gioco che toccherebbe allo Stato interrompere. Ma come può farlo, se tutte le leggi che fa sono a favore delle organizzazioni criminali? Perchè questo è un dato di fatto: volontariamente o per errore, negli ultimi tempi sono state fatte un sacco di leggi a loro vantaggio. Tralasciamo quelle già accennate, che hanno a poco a poco prima indebolito e poi di fatto smantellato il 41 bis. Ma poi ci sono quelle economiche: lo scudo fiscale, ad esempio. L'idea di rendere anonimo il versamento ha permesso alla mafia di utilizzarlo per riciclare miliardi di euro; ci sono stime che dicono che quasi tutti gli oltre 100 miliardi "scudati", come si dice, hanno provenienza criminale. Un altro esempio riguarda una legge di cui spesso il Pdl e la Lega si vantano: quella che rende più fcile il sequestro dei beni della mafia. Per carità, è assolutamente vero. Ma il sequestro è per natura un atto temporaneo. Dopo un po' di tempo il bene sequestrato o viene restituito ai proprietri o viene confiscato. Ebbene, in quella stessa legge c'è un altro comma che invece rende più difficile la confisca. Infatti, mentre prima bastavano i "gravi indizi di colpevolezza", adesso bisogna provare che quel bene sia della mafia. Il che significa che il Pubblico Ministero dovrebbe dedicare tempo e personale (che non ha) a dimostrare quale sia la proprietà di questo o quel bene. Una cosa che si può fare, ma è comunque problematico.
Ma se ne possono fare tanti altri, di esempi di questo genere. Eppure questa è una strada che è poco seguita, anche perchè ci sono poche leggi e pochi mezzi che lo consentono. E in questo caso è stato perso uno dei più importanti insegnamenti di Giovanni Falcone, che consigliava di seguire i soldi, per capire gli intrecci e i rapporti tra gli indagati.

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di Antonio Rispoli
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