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Zaia a Fieracavalli: al settore servono legalità e qualità


Zaia a Fieracavalli: al settore servono legalità e qualità
05/11/2009, 16:11


ROMA - “Abbiamo 350 mila cavalli allevati in Italia, 84 mila iscritti nei libri genealogici e 40 mila che corrono e gareggiano, dunque che fanno parte del pianeta ippica, al quale tanta attenzione abbiamo dedicato e dedicheremo. Bisogna riconoscere anche il lavoro fatto insieme ad UNIRE, che ha trasformato le linee di indirizzo strategico che ho emanato in un piano industriale che sarà la base del rilancio del settore”. Con queste parole il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha aperto la conferenza stampa convocata a margine dell’inaugurazione della 111° edizione di Fieracavalli, a Verona.
“Si corre ancora troppo in questo Paese”, ha detto il Ministro. “Bisogna ridurre le corse, aumentarne la qualità e puntare sulla legalità. Perché nonostante ci sia chi pensa bene di inviare proiettili e intimidirci, non possono continuare a vincere sempre gli stessi cavalli e non si può pensare, così facendo, di infangare un mondo, quello ippico, fatto per il 99 per cento di gente perbene, che lavora con passione e dedizione”.
“La genetica italiana dei cavalli vince in tutto il mondo. Una politica della disattenzione che ha riguardato sia le istituzioni che la stragrande maggioranza degli attori in campo è responsabile del declino del comparto. Oggi siamo quindi tutti chiamati a fare la nostra parte per risollevarne le sorti. Come Governo abbiamo voluto fare la nostra parte: giusto qualche giorno fa è stata versata la prima tranche, la metà, dei 150 milioni di euro per il finanziamento del montepremi delle corse. Dobbiamo essere consapevoli che viviamo un periodo di lacrime e sangue e che tutti siamo chiamati a fare dei sacrifici per restituire un futuro al settore risanato. Un settore che ha un notevole indotto: coltiviamo, ad esempio, ben 90 mila ettari di terreno solo per i foraggi”.
Il Ministro si è rivolto poi ai numerosi giornalisti presenti: “Se il mondo del cavallo ha ancora visibilità è grazie anche al lavoro della stampa che ne segue gli sviluppi e le novità. Ma devo ribadire che siamo stanchi di vedere in tv soltanto calcio. Mi piacerebbe che, qualche volta, un telegiornale si chiudesse con una pillola informativa dedicata all’ippica e alle corse. Mi piacerebbe che venissero conosciuti i 38 ippodromi italiani, luoghi che sono spesso immersi nel verde, dove si possono portare i bambini perché abbiano un primo contatto con questo fantastico mondo e con questo straordinario animale. L’ippica, senza spettacolo, non può esistere”.

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di Redazione
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