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Zaia su Asparago di Badoere e Cappero di Pantelleria


Zaia su Asparago di Badoere e Cappero di Pantelleria
29/01/2010, 12:01

ROMA - “Con la pubblicazione della domanda di riconoscimento come IGP dell’Asparago di Badoere, un altro prodotto del Veneto si aggiunge alla lista delle produzioni locali pregiate della Regione. La coltivazione degli asparagi è un’attività fortemente radicata nella cultura del loro territorio di origine, dove le tecniche di coltivazione sono state tramandate di generazione in generazione e hanno reso l’Asparago di Badoere una delle realtà produttive di maggior pregio del Veneto”.
Con queste parole il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha commentato la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea della domanda di riconoscimento come IGP dell’Asparago di Badoere. Da questo momento ed entro sei mesi, la procedura prevede che gli Stati Membri possano inviare alla Commissione le loro eventuali istanze di opposizione al riconoscimento.
La particolare combinazione dei fattori produttivi, quali la manualità e l’artigianalità, unitamente ai fattori pedoclimatici dell’area dove l’Asparago di Badoere è coltivato, consentono a questo prodotto di differenziarsi con decisione da tutto il comparto di riferimento. Le due tipologia di asparago, bianco e verde, si caratterizzano per un rapido sviluppo, assicurando così turioni che dal punto di vista fisico presentano scarsa fibrosità e un colore particolarmente brillante.
Riguardo al Cappero di Pantelleria, il ministro ha detto: “È importante proteggere e puntare sulle produzioni di eccellenza del nostro Paese, anche attraverso l’aggiornamento dei disciplinari di produzione dei prodotti DOP e IGP. Le modifiche della IGP Cappero di Pantelleria sono tese a legare sempre più il prodotto al territorio di origine e a rispecchiare più fedelmente la realtà produttiva locale”.
Le modifiche riguardano una descrizione puntuale delle caratteristiche del cappero (è stata eliminata la possibilità di introdurre una percentuale non superiore al 10% di altre varietà e i valori fissi delle principali caratteristiche della IGP sono stati sostituiti di range), nonché il metodo di ottenimento del prodotto (è stata modificata la densità di impianto; è stata aumentata la densità massima per ettaro e la produzione massima per ettaro; sono stati specificati il periodo di raccolta e la quantità di sale prevista nella fase di elaborazione). Tali precisazioni sono state introdotte per fornire dati più certi al consumatore, rientrando il tutto in un’ottica di maggiore tutela dei diritti del cittadino ad avere un’informazione sempre più trasparente e puntuale.
Il Cappero di Pantelleria è caratterizzato da una forma globosa, subsferica, raramente oblunga o conica, dal colore verde senape e dall’odore aromatico, forte, caratteristico senza alcuna influenza estranea. La qualità dei capperi di Pantelleria è il risultato di diversi aspetti che derivano dal materiale genetico a disposizione, dall’ambiente colturale e dalle tecniche agronomiche, dai criteri di lavorazione, conservazione e trasporto. Nel corso dei secoli la IGP assunse una crescente importanza per l’economia di Pantelleria; tale valore commerciale comportò come conseguenza significativi miglioramenti nei metodi di coltivazione e nella selezione delle varietà più pregiate. Ma è a partire dal 1970 che si registra poi un incremento progressivo del peso economico-agricolo della cappericoltura nell’economia dell’isola; infatti è in questo periodo che avviene un’inversione di tendenza che vedrà la coltivazione del cappero aumentare progressivamente fino a ricoprire un ruolo di primo piano.

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di Redazione
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