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Ricorre oggi il 70esimo anniversario del bombardamento

27 agosto ’43, due minuti d’inferno: Caserta sotto attacco

“Oltre 300 le vittime” come ricorda il professor Angelone

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27 agosto ’43, due minuti d’inferno: Caserta sotto attacco
27/08/2013, 11:32

CASERTA - Ricorre oggi il 70esimo anniversario del più cruento bombardamento da parte delle forze alleate della città di Caserta. Oltre trecento le vittime innocenti che le bombe degli americani provocarono che, sommate a quelle dei bombardamenti di Capua e Piedimonte Matese che avvennero successivamente, superano di gran lunga i morti delle rappresaglie tedesche. Di seguito la ricostruzione di quei terribili “due minuti d’inferno” a firma del professor Giuseppe Angelone, docente di Cinema, Fotografia e Televisione della Seconda Università di Napoli: “CASERTA - 27 agosto 1943. Quella torrida giornata estiva di settant’anni fa trascorreva come tante altre in tempo di guerra, con le consuete preoccupazioni di trovare un po’ di cibo per un minimo di sostentamento e di ripararsi dagli attacchi aerei alleati che, da qualche giorno, si erano fatti sempre più incalzanti sul territorio. I testimoni ricordano che pochi minuti dopo mezzogiorno, dopo che le sirene, per alcuni minuti, avevano avvisato di un attacco imminente, iniziarono ad udire il rombo assordante degli aerei in avvicinamento. Infatti, alle 12.45, cinquantatre bombardieri medi americani B-26 partiti da basi aeree nordafricane, dei quali ventiquattro afferenti al 319° gruppo e ventinove al 17°, scortati da trentotto caccia P-38 del 1° gruppo, in preparazione degli sbarchi a Reggio Calabria (3 settembre) e a Salerno (9 settembre), attaccarono lo snodo ferroviario nell’intento di interrompere ai tedeschi le linee di comunicazione e di trasporto sulle direttrici nord-sud e tirrenica-adriatica. Si trattò degli stessi gruppi di bombardamento che avevano attaccato il medesimo obiettivo esattamente una settimana prima, il 20 agosto: in quell’occasione il “target” non fu colpito perché i velivoli americani avevano subito l’attacco da parte di una squadriglia di caccia nemici. Il raid del 27, invece, risultò positivo per gli attaccanti, ma devastante per la città: in un paio di minuti vennero sganciate sull’obiettivo oltre 300 bombe da 500 libbre, circa 225 chili l’una, che rasero quasi completamente al suolo lo scalo ferroviario. Nel rapporto della missione, l’ufficiale del 17° gruppo addetto all’analisi delle fotografie scattate durante l’azione, dopo aver segnalato con minuzia tutti i particolari dell’attacco, in modo incidentale annotò che moltissime bombe avevano oltrepassato il “target” colpendo l’area circostante, ovvero l’abitato. Il raggio di caduta delle bombe risulterà superiore ai 500 metri dall’obiettivo e sarà la causa principale della devastazione di una buona parte dell’area sudoccidentale della città, come si può notare nella foto inedita, recentemente ritrovata da chi scrive, insieme a tantissime altre, negli archivi nazionali statunitensi. Il giorno successivo, in una relazione inviata dal Comitato Provinciale di Protezione antiaerea al Prefetto di Napoli verranno segnalate le seguenti distruzioni: oltre alla stazione ferroviaria, la caserma del 10° Artiglieria “Generale Pollio”, l’Istituto Tecnico, la Palestra di Ginnastica, il gasometro, i magazzini generali, l’ospedale civile, la chiesa di S. Anna, la chiesa ed il collegio dei Salesiani e almeno undici edifici civili. I morti accertati saranno più di un centinaio, i feriti almeno il doppio. Un bombardamento “di precisione”, quindi, si era trasformato in una vera e propria carneficina! Ma queste non saranno le ultime vittime dei bombardamenti aerei americani. Infatti, il 16 ed il 17 settembre, Caserta subirà ancora due pesantissime incursioni che causeranno ulteriori lutti e distruzioni, nonché danni ingenti anche al suo patrimonio monumentale”.

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di Emilio di Cioccio
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