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E spunta un prodotto doc: i broccoli al percolato

A Caivano mangiano pane e spazzatura


A Caivano mangiano pane e spazzatura
16/11/2009, 14:11

CAIVANO - Una mega discarica di rifiuti a cielo aperto. Il paese nell’ultimo decennio si è trasformato in una pattumiera. Un lento ma progressivo degrado cominciato con l’arrivo in città, nella zona industriale, del Cdr, il compattatore di immondizia che, almeno sulla carta, aveva il compito di produrre combustibile da rifiuti. Invece, a causa dell’emergenza, nei suoli adiacente l’impianto, sono state ammassate migliaia di balle di “tal quale”. Una bomba che continua a produrre e diffondere diossina in quello che ormai viene definito il “territorio della morte”.
Le balle, però, non rappresentano l’unico problema. Il numero delle discariche abusive è cresciuto a dismisura. I controlli non esistono e, soprattutto in periferia, di notte, nei campi coltivati, viene scaricato di tutto: immondizia, bidoni e sacchetti contenenti sostanze tossiche e nocive. Frigoriferi, ingombranti, carcasse di automobili incendiate, pneumatici, mobili, non manca nulla. Quello che non serve più a casa lo si può abbandonare in strada, consapevoli di farla franca. Basta fare un giro per la città per capire come stanno le cose. Partiamo dal confine con Acerra, un paese che segna il confine tra l’hinterland a nord di Napoli e la provincia nolana, in zona “Cinquevie”. Addirittura in via Diaz, in prossimità di una scuola, sono stati abbandonati rifiuti tossici a tonnellate ai bordi di una strada a scorrimento veloce. Stesso scenario nella frazione di Casolla ed in tutti i viali che costeggiano i campi di quella che una volta era definita “Campania felix”. Le solite immagini di degrado: ingombranti, materiale di risulta, pneumatici ed elettrodomestici fuori uso. A Caivano si mangia pane e spazzatura. E non è un modo di dire. Nei campi coltivati a broccoli, ad esempio, il percolato prodotto dai rifiuti abbandonati in quei suoli viene assorbito dal terreno, soprattutto quando piove. Spunta, così, un nuovo prodotto doc: i broccoli al percolato. Una primizia locale, una prelibatezza che, purtroppo, arriva sulle tavole di molti cittadini. I contadini si lamentano da anni ma nessuno li ascolta. E l’assenza di un’amministrazione al Municipio, governato dai commissari prefettizi arrivati in città dopo lo scioglimento anticipato degli organi elettivi, ha aggravato la situazione. Non solo i controlli non esistono, ma nessuno ha pensato di installare delle telecamere attraverso un piano dettagliato di videosorveglianza in modo da monitorare 24 ore al giorno almeno i punti più caldi.
Da una strada all’altra, da una discarica all’altra. Stesso scenario per la via che collega il rione Iacp alla provinciale Caivano-Aversa. Accanto ad alcuni capannoni industriali i cumuli di rifiuti tossici e montagne di polvere nera sono in bella mostra, tra immondizia cumuli di frutta marcia. I topi e i cani randagi sguazzano nella sporcizia. In quest’area è stato addirittura abbandonato un frigorifero industrile, marcato “Sammontana”, imbottito di rifiuti e parzialmente dato alle fiamme. La strada non ha un nome, non ha un’insegna: siamo alle porte dell’inferno. E lo scenario si ripete in via Scotta ed all’ingresso di Casolla, alle spalle della statua di Gesù che dà il benvenuto. Alle spalle del Cristo è stata allestita una discarica in prevalenza destinata ad accogliere i prodotti di officine meccaniche: batterie di autovetture, pneumatici, rifiuti speciali e materiale di risulta.

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di Redazione
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