Provincia / Ischia

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Aneddoto del Comandante della “Savina Caylyn”

A Procida fa visita la nave militare antipirati “Grecale”

Gennaro Savio: "i pirati seguivano i servizi giornalistici"

A Procida fa visita la nave militare antipirati “Grecale”
22/05/2012, 10:05

A raccontare l’incredibile aneddoto è stato il Comandante della “Savina Caylyn” Giuseppe Lubrano Lavadera in occasione della venuta a Procida della nave militare “Grecale”. La soddisfazione di Gennaro Savio: “Essendo che i miei video tradotti in lingua inglese da Claudio Buttinelli venivano puntualmente e con grande risalto pubblicati dal “Mogadishu Post” e dal “Puntland News 24”, ero convintissimo che i pirati e le loro organizzazioni seguissero l’intera vicenda attraverso i miei servizi giornalistici, ma certamente non avrei potuto mai immaginare che gli stessi pirati li avessero mostrati col supporto di un telefonino ai nostri marittimi prigionieri”. dalla Redazione Il 21 dicembre 2011, la nave italiana “Grecale” col suo equipaggio andò in soccorso dei marittimi della “Savina Caylyn” liberati dai pirati somali dopo dieci lunghi mesi di dura e drammatica prigionia. Ebbene, a distanza di cinque mesi la Fregata italiana è giunta a Procida per rendere omaggio a due dei marittimi protagonisti dell’angosciante sequestro, il Comandante della “Savina Caylyn” Giuseppe Lubrano Lavadera e l’Ufficiale Crescenzo Guardascione per la cui liberazione si mobilitò compatto l’intero popolo procidano attraverso l’organizzazione di imponenti e memorabili manifestazioni di protesta tenutesi a Procida, a Napoli e persino a Roma. Sulla “Grecale” a far festa ai marittimi liberati non mancava proprio nessuno. Oltre al Comandante di Fregata Francesco Procaccini e l’equipaggio al completo della nave militare, c’erano i familiari degli ex ostaggi della “Savina Caylyn” e della “Rosalia D’Amato”, il Sindaco di Procida Vincenzo Capezzuto e gli studenti dell’Istituto Nautico “Francesco Caracciolo”. Con la grande umanità che lo ha contraddistinto in tutta la vicenda, il Comandante della “Savina Caylyn” Giuseppe Lubrano Lavadera, ai microfoni di Max Noviello e Guglielmo Taliercio di Procida TV ha così ricordato la drammatica esperienza. “E’ un turbinio di emozioni rivedere la nave “Grecale” che ci ha assistito dopo il rilascio dei pirati somali. La nostra è stata un’esperienza drammatica che ci ha creato tante preoccupazioni soprattutto per quanto riguarda la sorte dell’equipaggio”, ha dichiarato il Comandante dopo aver rimesso piede a bordo della nave militare. Ma il Comandante della “Savina Caylyn” ha raccontato un aneddoto che riguarda Gennaro Savio, il giornalista italiano che ha seguito da vicino la vicenda delle navi italiane sequestrate in Somalia e i cui servizi giornalistici sono stati pubblicati sui maggiori Siti e Quotidiani somali. Lubrano Lavadera ha detto che nel corso della prigionia, i pirati con un telefonino gli mostrarono uno dei video di Savio. “Verso la fine della nostra prigionia, quando i pirati erano un po’ più propensi al colloquio e ai rapporti con gli ostaggi, ha detto Lubrano Lavadera, ci hanno permesso di vedere un video che da internet avevano scaricato sui loro telefonini. In questo video si vedono le immagini delle manifestazioni fatte a Monte Citorio dal popolo di Procida che ci ha messo il cuore per protestare per il nostro rilascio. E c’era il giornalista Gennaro Savio che commentava le dimostrazioni pacifiche del popolo procidano. Noi ringraziamo la stampa locale, Procida TV, ringraziamo Gennaro Savio per supporto che ha dato a questa situazione, ha cocluso il Comandante della “Savina”. Soddisfatto per l’aneddoto raccontato dal Comandante Lubrano Lavadera, è apparso Gennaro Savio che ha dichiarato: “Essendo che i miei video tradotti in lingua inglese da Claudio Buttinelli venivano puntualmente e con grande risalto pubblicati dal “Mogadishu Post” e dal “Puntland News 24”, ero convintissimo che i pirati e le loro organizzazioni seguissero l’intera vicenda attraverso i miei servizi giornalistici, ma certamente non avrei potuto mai immaginare che gli stessi pirati li avessero mostrati col supporto di un telefonino ai nostri marittimi prigionieri. Ritengo che anche in questa occasione sia giusto ricordare l’impegno profuso dal giornalista Gaetano Baldi di Libero Reporter il quale grazie ai periodici contatti telefonici che riusciva a tenere con i sequestratori e gli ostaggi, ha fatto si che l’opinione pubblica fosse informata su quanto accadeva nei mari somali. Approfitto per ringraziare pubblicamente e di vero cuore i Redattori del “Mogadishu Post” e del “Puntland News 24” per le mail inviatemi e in cui con attestati di stima mi ringraziavano per aver collaborato con le testate giornalistiche somale in occasione del sequestro delle navi italiane nel Corno D’Africa”.

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di Redazione
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