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Possibili concessioni a cemento pazzo. Si teme lo scandalo

Abusivismo, nell'occhio del ciclone il comune di Torre del Greco


Abusivismo, nell'occhio del ciclone il comune di Torre del Greco
01/04/2010, 11:04

TORRE DEL GRECO – Il terremoto giudiziario era arrivato dopo la denuncia di due elementi del corpo di polizia municipale accusati di intascare tangenti per permettere la costruzione di edifici abusivi. Allora le acque si placarono soltanto dopo le dimissioni del comandante dei vigili urbani e l’arresto degli indagati. Ora il terremoto potrebbe avere come epicentro Palazzo Baronale, sede del comune di Torre del Greco. Lo scandalo del mattone selvaggio all’ombra del Vesuvio rischia seriamente di tirare in ballo volti noti del Municipio corallino. Dopo l’ufficio abusivismo, infatti, gli agenti del locale commissariato di polizia hanno preso d’assalto l’ufficio condono edilizio di palazzo La Salle.  L’ennesimo blitz, su ordine della procura di Torre Annunziata, ha interessato tutte le concessioni in sanatoria rilasciate dall’Ente di via Plebiscito nel 2009. I controlli sono scattati nel pomeriggio di ieri e gli agenti di polizia si sono trattenuti negli uffici comunali fino a sera. Prima di uscire dalla porta principale, tenendo sottobraccio circa 750 condoni edilizi firmati dall’ingegnere Giovanni Salerno, responsabile dell’area tecnica del Comune. Tutti atti prelevati e  momentaneamente trasferiti presso gli uffici del commissariato torrese, per ragioni ancora segrete. E’ chiaro, però, che l’operazione rientra nell’ambito dell’inchiesta aperta dal pubblico ministero Emilio Prisco sull’abusivismo a Torre del Greco. Gli investigatori hanno difatti acquisito tutte le concessioni rilasciate esclusivamente nell’anno 2009. Si parla dell’anno in cui dal Comune venne dato il permesso a centinaia di cittadini di regolarizzare il cemento pazzo. Dai piccoli abusi, ad intere case e ville costruite anche in aree protette, come il Parco Nazionale del Vesuvio. Queste ultime saranno distrutte a breve, mentre per le altre la polizia si era già interessata nei mesi scorsi. Quello di ieri è, difatti, il secondo blitz al Comune torrese. Il primo risale al mese scorso quando gli investigatori portarono via cinque pratiche riguardanti altrettanti interventi sul territorio. A distanza di quaranta giorni, il nuovo intervento della polizia ha una portata più grossa, con 750 condoni messi sotto osservazione. Se due indizi (nel giro di un mese) fanno una prova, allora c’è del marcio nel Comune.
 

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di Salvatore Formisano
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