Provincia / Caserta

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Il procuratore ospite a dibattito su Carta Costituzionale

Abuso del potere giudiziario, Lembo difende i magistrati

“Quella del ministro Severino non è stata una provocazione”

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Abuso del potere giudiziario, Lembo difende i magistrati
27/10/2012, 11:26

SANTA MARIA CAPUA VETERE - “Credo che la Costituzione debba restare la stella polare del nostro agire giuridico”. Corrado Lembo non ha dubbi al riguardo. Per il procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere non sempre il Legislatore è attento a questo punto di riferimento che ci è stato tramandato. Nell’ultimo decennio, in modo particolare, si è fatto un continuo riferimento a leggi che violavano - o avrebbero potuto violare - la Costituzione, indipendentemente dal colore politico dei diversi Governi che si sono succeduti. Un tema, quello del conflitto con la Carta del ’48, che è sempre di scottante attualità e che è stato al centro di un interessante dibattito promosso dalla facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università degli Studi di Napoli. Un dibattito nel corso del quale il capo dei pm sammaritani ha sottolineato: “Di fronte a materie di grande interesse sociale, come l’ambiente, la salute e la dignità umana. credo sia necessario evitare che si aprano falle nella legislazione e che vi siano offese dirette o indirette a questi beni che sono considerati di rango costituzionale”. Ma è stata questa anche l’occasione per soffermarsi sul recente richiamo fatto al mondo della magistratura, da parte del ministro della Giustizia Paola Severino, affinché non ci sia un abuso del potere giudiziario. “Non ritengo che quella del ministro sia una provocazione, - ha commentato Lembo - anzi, tutt’altro. E’ pur vero, però, che la stragrande maggioranza dei magistrati, a mio avviso, interpreta il proprio lavoro come un servizio e non, piuttosto, come l’esercizio di un potere”. Su un punto il procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere tiene a porre l’accento: “E’ bene sottolineare che, nell’adempimento del dovere di servizio, quanto sia importante, da parte dei magistrati, far riferimento sempre alla Carta Costituzionale. Talvolta l’intransigenza dei magistrati sull’osservanza e sulla richiesta di rispetto di valori costituzionali può essere interpretata da qualche controinteressato come un abuso. In realtà non è così, - conclude il procuratore Lembo - poiché altro non è che la difesa di valori costituzionali”.

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di Emilio di Cioccio
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