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Al voto nei comuni vesuviani, a Portici confusione e disinteresse


Al voto nei comuni vesuviani, a Portici confusione e disinteresse
04/04/2013, 11:23

Quella che si appresta a vivere il comune di Portici, il grosso centro metropolitano situato alle falde del Vesuvio, è una campagna elettorale giocata al ribasso con nessun nome “eccellente” proposto alla carica di primo cittadino e nel totale disinteresse della cittadinanza. Terminata con l’elezione al Senato della Repubblica la lunga stagione del sindaco Cuomo, colui che con il suo fare conquistò il cuore dei porticesi, il futuro non sembra fornire spunti interessanti, così, più puntuale delle rondini a primavera, torna di moda  la solita trita e ritrita faida tra e soprattutto dentro i partiti. In un quadro generale di veleni, dove tutti attaccano tutti, realisticamente i candidati che si contenderanno la guida del comune saranno il magistrato ed ex assessore Nicola Marrone, primo a scendere in campo con una coalizione di estrema sinistra,  (Verdi, Sel e socialisti), il 5 Stelle Giovanni Erra (fratello politico del neo Senatore grillino Sergio Puglia), Luciano Marotta che capeggerà un arcipelago di liste civiche orientate a destra (il partito di Storace si è praticamente liquefatto) e  Giovanni Iacone che guiderà un Pd in crisi d’identità affiancato (anch’esso) da partiti estinti: Italia dei Valori, Comunisti Italiani e Repubblicani Democratici. A questi si affiancherà il Prof. Vincenzo Ciotola, che questa volta accederà in consiglio comunale capeggiando la lista del Pdl. Ciò che cittadini ed addetti ai lavori non comprendono è come la classe dirigente della città di Portici, patria di professionisti e di personaggi della società civile che riempiono le cronache dello stivale, non affidi ad uno dei suoi figli migliori le sorti della macchina comunale; un Montezemolo, una Polverini, un Gino Strada locale che sappiano infondere adrenalina e dar vita ad un vero rinascimento locale.

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di Redazione
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