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Alle radici della civiltà occidentale:un invito alla ricerca

Il puteolano Gennaro Chiocca si rivolge a tutti i cittadini

Alle radici della civiltà occidentale:un invito alla ricerca
23/02/2011, 12:02

POZZUOLI (NA) - Con il suo libro “Alle radici della civiltà occidentale - La grande battaglia delle Forche Caudine”, il puteolano Gennaro Chiocca intende lanciare un messaggio a tutti i residenti dell'area flegrea, con l’intento di suscitare la riflessione ed invitare  i cittadini ad una maggiore ricerca ed acquisizione di conoscenze sulla storia dei Campi Flegrei.
Nel corso di un incontro, l’autore ha illustrato i luoghi della battaglia delle Forche Caudine, individuati a seguito di ricerche, riflessioni logiche, verifiche e osservazioni dirette. Nell’opera si dà risalto a questo importante avvenimento della seconda guerra sannitica, in cui i Sanniti di Gaio Ponzio Telesino sconfissero i Romani. A prender parte alla presentazione dell’opera vi era anche Antonio Alosco, docente universitario di Storia Contemporanea e direttore de “Il bollettino flegreo”, che ha plaudito l’opera di Chiocca, affermando: “Sono rimasto fortemente colpito dal metodo storico dello scrittore, basato su un rigore scientifico non comune e su un filo logico di natura aristotelica, da cui prende poi forma il titolo”. L’autore puteolano ha acceso i riflettori su Cuma villanoviana e dunque su una storia che definisce, per alcuni tratti, ancora sconosciuta.
“La nostra regione, luogo di incontro tra culture fin dalla preistoria – racconta Chiocca - rivestì un ruolo determinante nell’evoluzione della civiltà. La frequentazione antichissima di genti provenienti dall’Area Egea stimolò aperture culturali tra le comunità locali già nell’età del rame.
Nell’età del bronzo, dal 1700 a.c. circa, è accertata a Vivara la presenza stabile di micenei ed il fatto significativo è che convissero con le comunità dell’area flegrea già allora densamente abitata. Tracce di presenza umana nel suo divenire culturale sono state ritrovate a Licola e Monteruscello (1800 a.c. circa), a Monte S. Angelo (1500 - 1400 a.c. circa) ed in località Montagna Spaccata (1300 - 1200 a.c. circa). Anche ad Ischia è ampiamente documentata la presenza di abitati riferibili alla cultura appenninica (1300 - 1100 a.c. circa) negli stessi siti di Castiglione e Monte Vico dove è stata ritrovata ceramica micenea datata tra il 1450 ed il 1200 a.c. circa. I rapporti tra micenei ed appenninici flegrei furono pacifici e non possiamo escludere relative integrazioni (matrimoni misti), considerando la secolare convivenza. Non ci meraviglia, quindi, che in età storica l’approccio dei nuovi coloni greci con i residenti campani fu diverso dalle altre aree della Magna Grecia e della Sicilia, dove fu conflittuale. Il precoce rapporto con l’evoluta civiltà egea, d’altronde, aveva certamente inciso sul processo culturale degli appenninici, che pur nelle loro peculiarità comuni a tutta l’Italia centro-meridionale, raggiunsero molto presto lo stadio della civiltà villanoviana, diventando fin dai primi contatti, in perfetta parità politica e culturale, degni partners commerciali delle colonie greche di Pithecusa, Cuma e poi di Poseidonia. Alla luce degli esiti storici e delle testimonianze archeologiche possiamo affermare che l’insediamento dei greci a Cuma e la definizione del suo territorio poté avvenire solo con il consenso di Capua etrusca. E’ significativo che una consolidata solidarietà tra i due importanti centri costituì una costante che durò circa 250 anni”.

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di Tiziana Casciaro
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