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Amianto in Strada, Ennesima Discarica a Bacoli: A Rischio la Salute dei Cittadini


Amianto in Strada, Ennesima Discarica a Bacoli: A Rischio la Salute dei Cittadini
12/04/2011, 11:04

A pochi metri dal lago Fusaro, ad un passo dalla “foce di mezzo” e nell’immediato margine di via Spiagge Romane: rifiuti tossici e speciali mettono nuovamente in pericolo la salute dei cittadini di Bacoli.

Lastre di amianto, ammassate le una sulle altre, marciscono da tempo proprio dinanzi il cancello d’ingresso del celeberrimo Parco Quarantennale, ampia zona verde che, durante il Ventennio fascista ed anche nei decenni successivi, veniva utilizzata per la quarantena degli animali provenienti dalle colonie.

Materiale nocivo poggiato presso uno slargo di una pubblica strada, tra un’ingente quantità di materiale di risulta, rifiuti speciali, pericolosi. Sistemato immediatamente difronte ad un motorino in gran parte distrutto.

Parlare di amianto, però, significa raccontare storie di morte e malattie. La sua ormai accertata nocività per la salute ha portato a vietarne l'uso in molti Paesi. Le sue polveri, respirate, provocano infatti l'asbestosi, nonché tumori della pleura, ovvero il mesotelioma pleurico, dei bronchi, ed il carcinoma polmonare.

Una fibra di amianto è 1300 volte più sottile di un capello umano. Non esiste una soglia di rischio al di sotto della quale la concentrazione di fibre di amianto nell'aria non sia pericolosa: teoricamente l'inalazione anche di una sola fibra può causare il mesotelioma ed altre patologie mortali. Tuttavia un'esposizione prolungata nel tempo o ad elevate quantità aumenta esponenzialmente le probabilità di contrarle.

L'impiego dell'amianto è fuori legge in Italia dal 1992. La legge n. 257 del 1992, oltre a stabilire termini e procedure per la dismissione delle attività inerenti all'estrazione e la lavorazione dello stesso, è stata la prima ad occuparsi anche dei lavoratori esposti all'amianto.

All'art. 13 essa ha introdotto diversi benefici consistenti sostanzialmente in una rivalutazione contributiva del 50% ai fini pensionistici dei periodi lavorativi comportanti un'esposizione al minerale nocivo. In particolare, tale beneficio è stato previsto: per i lavoratori di cave e miniere di amianto, a prescindere dalla durata dell'esposizione (comma 6); per i lavoratori che abbiano contratto una malattia professionale asbesto-correlata in riferimento al periodo di comprovata esposizione (comma 7); per tutti i lavoratori che siano stati esposti per un periodo superiore ai 10 anni (comma 8).

Si dirà: “mancano i soldi”. Si urlerà: “Sanno solo denunciare, ma poi come si può risolvere il problema?”.

Per smaltire amianto c’è bisogno di qualche migliaio di euro. Con poco più di duemila euro il Comune di Bacoli, soltanto l’anno scorso, smaltì diverse lastre di amianto presenti in via Miliscola ed anche in via Bellavista e via Cuma.

Una cifra irrisoria, se si pensa alle economie ed ai flussi finanziari dell’ente comunale, che, nell’immediato, potrebbe essere evasa utilizzando danaro pubblico già sperperato in altre occasioni (Clicca Qui) - (Clicca Qui).

Per il futuro invece, in vista del redigendo bilancio comunale, si potrebbe apporre una voce “Amianto” stimolando la cittadinanza a smaltire regolarmente le lastre di eternit usufruendo anche di un’agevolazione comunale. Una percentuale della spesa da sostenere, sarebbe così garantita dal Comune. A cura della redazione di Freebacoli.

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di Redazione
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