Provincia / Salerno

Commenta Stampa

Dalla gestione del Raito l’esempio da seguire

Anna Maria Cancellieri in visita a Salerno la prossima settimana


Anna Maria Cancellieri in visita a Salerno la prossima settimana
26/07/2012, 20:00

VIETRI SUL MARE -  In questa fase di forte crisi economica è forte il pericolo “di avere infiltrazioni o problemi nei nostri territori”. Sarà questo l’oggetto al centro della discussione che si terrà la settimana prossima – a Salerno -  con il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. “Se non c’è più denaro in circolazione per gli investimenti e le uniche risorse sono quelle della delinquenza organizzata rischiamo di non controllare più la situazione”. È  quanto ha dichiarato ieri sera il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, intervenuto all’hotel Raito di Vietri nel corso di una conferenza stampa indetta nella struttura del gruppo Ragosta, che è da marzo tra i beni finiti sotto sequestro, nonostante sia aperto e perfettamente funzionante , a seguito di un’indagine della Dda di Napoli sul presunto reimpiego da parte dei fratelli Ragosta di denaro del clan Fabbrocino. Conferenza cui ha partecipato anche lo stesso gip del tribunale partenopeo che ha firmato arresti e sequestri, Alberto Capuano, gli amministratori giudiziari, Luca Camerlengo Tiziana Barletta e Aurelio Cimmino e il sindaco di Vietri sul Mare Francesco Benincasa.
Per dimostrare che se da un lato vi è il forte pericolo di infiltrazioni criminali nei territori, dall’altro però è forte il senso di “corresponsabità  affinché strutture come quelle del gruppo Ragosta proseguano la loro attività nel rispetto degli impegni presi verso il mercato e per la tenuta dei livelli occupazionale.  Unica certezza: ad di là di quello che l’indagine della Dda di Napoli dimostrerà sul reale coinvolgimento dei Ragosta in operazioni illecite, quello che sta avvenendo nell’amministrazione giudiziaria di questi beni – oltre al lussuoso hotel della Costiera ci sono molte altre importanti aziende – sembra essere un caso più unico che raro. “Una recente inchiesta del Sole 24ore ha evidenziato come il 95 per cento delle aziende finite sotto sequestro poco dopo fallisce – sottolinea il gip Capuano – Qui invece stiamo dimostrando una presenza costante e attenta dell’autorità giudiziaria. Tant’è che gli stessi Ragosta, in attesa degli sviluppi dell’inchiesta, non hanno mai avanzato istanza di dissequestro, segno che anche loro si sentono tutelati dal punto di vista patrimoniale. Questa è una struttura che può continuare a vivere, che non solo ha mantenuto i suoi livelli occupazionali, ma li ha incrementati. E’ il segno della presenza dello Stato – aggiunge Camerlengo – un ottimo esempio di gestione di un bene sottoposto a sequestro, solo provvisorio, in attesa che le indagini facciano il loro corso”.

Commenta Stampa
di Erika Noschese
Riproduzione riservata ©