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Antonio Amato: «Smaltimento ecoballe, si valutino soluzioni alternative al termovalorizzatore a Giugliano»


Antonio Amato: «Smaltimento ecoballe, si valutino soluzioni alternative al termovalorizzatore a Giugliano»
09/09/2013, 13:34

NAPOLI - «Sulla base dei dati che già possediamo e conosciamo, ulteriormente avvalorati anche da quelli del Ministero della Salute, circa l’esponenziale aumento di neoplasie e patologie nelle aree della “terra dei fuochi”, nonché alla luce dell’inchiesta su questo specifico tema che la commissione sanità del Senato avvierà nei prossimi giorni, il principio giuridico precauzionale suggerisce di valutare possibili soluzioni alternative al previsto termovalorizzatore per le ecoballe da realizzare a Giugliano» lo afferma in una nota il Presidente della Commissione Regionale Ecomafie e siti smaltimento rifiuti Antonio Amato «Stiamo portando avanti una serie di approfondimenti e la prossima settimana ascolteremo sul tema anche l’assessore Romano ed il Commissario Carotenuto, oltre che associazioni e cittadini. Tuttavia, a fronte dei nuovi dati che stanno emergendo e dell’indagine avviata dalla commissione del Senato, si delinea la necessità di ripensare la scelta di allocare proprio su questi territori un inceneritore per le cosiddette “ecoballe” del quale, tra l’altro, si chiede di conoscere il reale dimensionamento e potenziale di trattamento a fronte dell’elevato valore calorifero dei rifiuti tritovagliati giacenti sul territorio regionale. Già al momento dell’approvazione del piano di gestione dei rifiuti urbani a gennaio 2012» continua Amato «ho sostenuto una specifica mozione che, in attesa di determinare tutte le evidenze scientifiche e giuridiche necessarie alla più corretta scelta tra i diversi scenari proposti, chiedeva lo stralcio del paragrafo 8.2.3 in cui, per lo smaltimento delle “ecoballe”, si preferiva la modalità del trattamento termico. Chiedevamo di valutare la possibilità di privilegiare piuttosto la realizzazione di un impianto di trattamento meccanico volto alla trasformazione del tritovagliato stoccato in CDR-Q, cioè in combustibile derivato da rifiuti di qualità elevata e quindi commercializzabile. E in ogni caso, già allora, invitavamo a rivedere le scelte di allocazione dell’impiantistica. Ora» conclude il Presidente della Commissione Regionale «superando ogni visione ideologica, in un verso o nell’altro, si evidenzia, a fronte dei dati sanitari emersi, la necessità di applicare un principio di precauzione, rivalutando le scelte poste in essere e ripensando anche forme di coinvolgimento attivo e consapevole dei cittadini. Non commettiamo il grave errore, già più volte esperito in passato, di far calare pesanti scelte dall’alto, inasprendo un clima di conflittualità sociale già molto pesante».

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di Redazione
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