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“Invecchiamento attivo”: la proposta sul territorio flegreo

Anziani soli, cresce l’allerta nelle periferie puteolane


Anziani soli, cresce l’allerta nelle periferie puteolane
06/07/2011, 11:07

POZZUOLI (NA) - Con il caldo estivo si torna a parlare di anziani. Durante i mesi di luglio e agosto, le città si svuotano, i negozi si chiudono e la rete di supporto tende man mano ad affievolirsi, soprattutto quando familiari e vicini partono per le vacanze. Il dramma si acuisce in periferia, dove sono poi completamente assenti punti di aggregazione e piazze dove gli ultrasessantenni potrebbero incontrarsi e trascorrere qualche ora in compagnia. E’capitato spesso, infatti, durante la stagione estiva che persone anziane venissero trovate morte nel proprio appartamento. Come a Monterusciello, in via Umberto Saba, dove il signor Feniello morì solo nella propria abitazione. Ma la storia di don Nicola, quel vecchietto trasandato dall’aria solitaria, è purtroppo comune sul territorio. Da un’indagine effettuata dal Centro Studi per il volontariato della Diocesi di Pozzuoli, su un campione di circa 600 anziani, risultano tra le principali problematiche: la difficoltà di spostamento; numerose situazioni di solitudine; problemi economici e difficoltà da parte degli anziani, che vivono in aree più periferiche, di provvedere alle necessità quotidiane, quali la spesa, l’acquisto dei medicinali, l’accesso ai servizi sanitari.
Attualmente le persone anziane rappresentano in Italia una quota piuttosto consistente di popolazione, pari a oltre il 15% del totale; l’area cittadina compresa invece nel raggio d’azione della Diocesi puteolana annovera sul numero complessivo degli abitanti, circa il 13% di vecchietti.
Dalle richieste che giungono ai centri ascolto del territorio da parte degli anziani e delle loro famiglie, desiderosi sempre più di sostegno, aiuto ed impegno, è emerso che i “nonni puteolani” mirano ad ottenere non soltanto un supporto pratico, ma a sentirsi parte attiva e costruttiva del vivere sociale. Proprio per questo motivo la Caritas Diocesana di Pozzuoli si pone alcuni importanti obiettivi, quali il potenziamento di servizi che offrano sempre maggiori aiuti alla popolazione anziana.
“La persona anziana non può e non deve essere considerata solo destinataria delle prestazioni, ma anche fonte di stimoli. Essa ci fa scoprire l’umanità che è in noi, ci beneficia del dovere e piacere di servire, fino a considerare un dono il nostro impegno. Una componente importante, dunque, in una società sempre più individualista che mette da parte l’anziano, come qualcosa da smaltire anziché integrare” rendono noto i responsabili della Caritas diocesana di Pozzuoli.
Ad appoggiare questo grido d’allarme è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, favorevole all’invecchiamento attivo che si basa primariamente sull'esercizio dei diritti e sulla responsabilizzazione del soggetto, non più visto come il destinatario passivo di interventi. Sempre secondo l'Oms la non autosufficienza dipende, oltre che dalla compromissione fisica, da fattori contestuali sia personali, come la scolarità, le abitudini di vita, il livello sociale; sia ambientali, quali l’abitazione, i servizi sociali, le iniziative comunitarie, i trasporti, le regole, le ideologie prevalenti. Il clima sociale e politico, i modelli di riferimento ostentati non favoriscono l'anziano che viene visto come un diverso da assistere e non come un normale da accettare. Accettare la “diversità dei normali”, come dice Giuseppe Pontiggia, sembra così essere il prerequisito per dare agli anziani il giusto ruolo in una città da ristrutturare anche a loro misura.

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di Tiziana Casciaro
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