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Fine delle polemiche per i lavoratori

Arrivati gli stipendi ai cantieri di Baia. Stop ai presidi


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Arrivati gli stipendi ai cantieri di Baia. Stop ai presidi
06/02/2012, 12:02

Tanto tuonò che piovve e alla fine, dopo ben venticinque giorni di protesta, i lavoratori di due storici cantieri navali di Bacoli gestiti da grosse aziende, i "Cantieri di Baia" e i "Cantieri Postiglione", che non percepivano lo stipendio ormai da quattro mesi, sono riusciti ad ottenere un primo risultato positivo. Dopo cortei, assemblee e presidii permanenti che hanno visto i lavoratori sfidare imperterriti il freddo, la pioggia e il gelo di questi giorni, è stato firmato l’accordo che prevede entro quindici giorni il pagamento sia di tutte le retribuzioni non pagate del mese di novembre che della metà delle tredicesime mentre entro il mese di marzo saranno pagate la seconda parte della tredicesima e le retribuzioni del mese di dicembre. Contestualmente si attiverà immediatamente il procedimento per la “cassa integrazione” che permetterà agli operai di ricevere, già tra marzo ed aprile, uno stipendio mensile pari all’80% del netto di quanto percepito nei giorni lavorativi. Circa 850 euro al mese che a dire il vero per i tempi che corrono sicuramente non possono garantire dignità di vita ma che senz’altro rappresentano una piccola boccata d’ossigeno per le oneste famiglie lavoratrici bacolesi che continueranno a battersi affinché quanto prima la situazione possa normalizzarsi. Una nota positiva in tutta questa vicenda è rappresentata dal fatto che a scendere in piazza a solidarizzare con i lavoratori dei cantieri navali in lotta siano stati anche i dipendenti comunali. Ai lavoratori in lotta di Bacoli e di tutta Italia che in questa fase storica di profonda crisi economica si vedono sempre più vessati e penalizzati da manovre economiche di autentica macelleria sociale approvate in parlamento dal potere politico del centro di Casini, del centrodestra di Silvio Berlusconi e del centrosinistra di Bersani che compatto sostiene il governo Monti, diciamo di aprire bene gli occhi e di portare avanti una battaglia sindacale autonoma e di classe senza farsi strumentalizzare da sindacati e sigle sindacali che negli ultimi anni hanno letteralmente svenduto i diritti dei lavoratori e che politicamente sostengono quegli stessi partiti politici che oggi stanno affamando il popolo italiano sopprimendo, al tempo stesso, i diritti che il mondo del lavoro era riuscito a conquistarsi dopo decenni di dura lotta.

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di Redazione
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