Provincia / Caserta

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Duplice ricorso dei legali: “Incompatibile con il carcere”

Asl, camorra & appalti: chiesti domiciliari per Gasparin -video

Dimagrimento eccessivo per l’ex dirigente amministrativo

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Asl, camorra & appalti: chiesti domiciliari per Gasparin -video
21/02/2014, 11:58

CASERTA – “E’ incompatibile con il carcere”: con questa motivazione, i legali di Giuseppe Gasparin, già sindaco di Caserta e dirigente del settore amministrativo dell’Azienda sanitaria locale, hanno presentato un duplice ricorso. Il primo in Cassazione, al fine di ottenere l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ed il secondo, invece, al Tribunale del Riesame di Napoli, per riuscire ad avere una misura alternativa, ovvero i domiciliari. Gasparin, si ricorderà, è stato arrestato lo scorso 7 novembre, nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dai pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, in merito agli appalti pilotati – dietro pressioni del clan camorristico dei Belforte – all’Asl di Caserta. Dopo gli arresti domiciliari concessi al consigliere regionale del Pdl, Angelo Polverino, che li sta scontando nella sua residenza estiva di Gaeta, anche i difensori di Gasparin provano a richiedere un trattamento diverso dal carcere per il loro assistito. La richiesta depositata al giudice si baserebbe, in particolare, su un presupposto ben preciso. E vale a dire: il dimagrimento eccessivo di Gasparin, che avrebbe perso 20 chili in quattro mesi di detenzione; da qui la richiesta di incompatibilità con il carcere depositata nelle ultime ore. Il dirigente amministrativo dell’Asl di Caserta, sospeso all’indomani del suo arresto, non fa altro che ripensare all’inchiesta che lo vede indagato per turbativa d’asta in relazione all’aggiudicazione degli appalti all’Asl nel settore delle pulizie dei locali; appalti che sarebbero stati affidati all’imprenditore Angelo Grillo, patron della Cesap e, di fatto, anche della Colocoop, ritenuto – secondo l’accusa – legato a doppio filo al clan camorristico dei Belforte, attivo a Marcianise e nei comuni limitrofi. Lo stesso Grillo, che negli ultimi giorni ha chiesto – e ottenuto – di parlare con i magistrati, per raccontare la sua verità, è accusato anche dell’omicidio di Angelo Cortese, un affiliato al clan Piccolo di Marcianise, ucciso nel 2006 dal clan rivale dei Belforte, per aver chiesto il pizzo su un appalto concesso all’impresa di pulizie Cesap.

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di Emilio di Cioccio
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