Provincia / Area Flegrea

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Il ricavato è stato devoluto alla parrocchia S. Luca

Associazione Calliope in scena con "Miseria e Nobiltà"

Pozzuoli, un fine settimana all'insegna della solidarietà

Associazione Calliope in scena con 'Miseria e Nobiltà'
30/05/2011, 12:05

POZZUOLI (NA) - Un fine settimana all’insegna dell’allegria e del divertimento. Ma non solo. Il ricavato della commedia che l’associazione Calliope ha messo in scena sabato 28 e domenica 29 maggio, ad Arco Felice, è stato devoluto interamente alla parrocchia San Luca, che da tempo si batte per le fasce più deboli della popolazione. Il sodalizio, nato senza scopo di lucro e che ha goduto sin dalla sua fondazione della fiducia dei Reverendi Padre Fernando, padre Farina e don Josè Manoel Rosa, mira ad avvicinare al mondo dell’arte e della recitazione i cittadini flegrei. L’associazione, guidata dal presidente Elio Preti e dal Vicepresidente Fabrizio Preti, ha messo in campo nel corso degli anni numerosi spettacoli teatrali ed organizzato gare e attività ludiche. Di grande rilevanza e suggestione la Natività e la via Crucis realizzate tra le strade di Arco Felice. E nel corso di questo week-end l’ente associativo tornerà a far parlare di sé: il pubblico puteolano potrà, infatti, assistere alla più nota delle commedie napoletane, firmata Eduardo Scarpetta: “Miseria e Nobiltà”.
La storia è ambientata nella Napoli di fine '800, i protagonisti sono: Felice Sciosciammocca, scrivano, e don Pasquale 'o salassatore, poveri in canna, che vivono alla giornata e che, per poter mangiare, sono costretti spesso a ricorrere al Banco dei Pegni. La loro triste situazione è anche motivo di lite fra donna Concetta, moglie di Pasquale, Pupella, loro figlia e donna Luisella, compagna di Felice; a causa di una di queste liti Peppeniello, figlio di don Felice, scappa di casa. Un inaspettato colpo di fortuna si presenta loro nei panni di un giovane nobile e ricco, il marchesino Eugenio, che è innamorato di una famosa ballerina, Gemma, e vorrebbe sposarla, ma i nobili parenti del giovane, negano il loro consenso, senza il quale, il padre di Gemma, don Gaetano, rifiuta di concedergli la mano di sua figlia. Così il marchesino propone a Felice e a Pasquale di presentarsi in casa di don Gaetano, fingendo di essere i nobili parenti del giovane, e di dimostrare al padre di Gemma che la sua famiglia è favorevole alle nozze. L’opera venne recitata dal figlio di Scarpetta, Eduardo De Filippo, ma raggiunse l’apice grazie al film di Mario Mattoli nel 1954, che è stato a sua volta girato dopo un precedente film con lo stesso titolo del 1940 con la regia di Corrado D'Errico.
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di Tiziana Casciaro
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