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Domenica sono stati raccolti i farmaci per Shalom Care House

Associazione Elios: la solidarietà approda in Africa

A breve una fondazione per combattere la malaria

Associazione Elios: la solidarietà approda in Africa
07/03/2011, 12:03

POZZUOLI (NA) - Prosegue, senza alcuna battuta d’arresto, l’operato dell’associazione “Elios”, presieduta da Elena Ciotola e Isabella Moccia. Dopo lo spettacolo, tenutosi presso la parrocchia S. Artema a Monterusciello, il cui ricavato è stato devoluto alla costruzione di una scuola per i bambini di Shalom Care House in Tanzania, il sodalizio puteolano continua ad ottenere grandi successi nel campo della solidarietà. Il missionario Franco Testa ha organizzato nella giornata di domenica una raccolta di farmaci in piazza della Repubblica e per il periodo estivo è intenzionato a realizzare un concerto, dove si esibirà il violinista Lino Cannavacciuolo. Intanto il 21 marzo ci sarà presso l’ArtGarage a Pozzuoli una giornata dedicata all’Africa, con la partecipazione di Nando Paone e Cetty Sommella. “Un altro progetto che da poco ho cominciato a fare qui a Pozzuoli è rivolto alle scuole – racconta Franco Testa, protagonista dello spettacolo di beneficenza ‘L’Africa in…Testa’ – Ovvero organizzare una giornata intera alla scoperta dell’Africa e della parola ‘donare’, dove mostrerò un dvd delle esperienze che vivo in ogni viaggio; cercherò di far vivere nel migliore dei modi quella magia che aleggio intorno a tutto ciò”. Nei progetti dell’associazione puteolana c’è quello di creare una fondazione per fronteggiare la malaria, che in Africa uccide migliaia di bambini l’anno. “Voglio intraprendere un progetto molto ambizioso – prosegue il puteolano Testa – ritornerò in Africa e verificherò con le suore del posto i siti con maggiore tasso di mortalità. Formerò una fondazione che possa inviare dei soldi, mensilmente, alle suore che si occupano di medicina. Il denaro sarà speso interamente, oltre che per i farmaci vari, per una precauzione che può salvare la vita: un test che può verificare se si è affetti dalla malaria o meno. Lì non ci sono tecnologie di alcun tipo, non si riesce a distinguere in tempo utile se è febbre o se è malaria. Con due euro al mese potremmo comprare quattro test e magari salvare quattro vite”.

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di Tiziana Casciaro
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