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Avellino. Il Carcere Borbonico apre le porte alle "Muffe" di Ttozoi


Avellino. Il Carcere Borbonico apre le porte alle 'Muffe' di Ttozoi
10/10/2011, 13:10

 Venerdì, 14 ottobre 2011, alle ore 18.30, presso la Sala “Tholos” del Carcere Borbonico di Avellino, in via Dalmazia, sarà inaugurata la mostra “Muffe & Arte” di Ttozoi. L’iniziativa, a cura della Società Nag Company, è ospitata nei locali espositivi della Soprintendenza BAP, diretta da Gennaro Miccio, fino al 21 ottobre 2011 con i seguenti orari di apertura: venerdì 14 ottobre, dalle ore 18.30 alle ore 22.00 (Vernissage, ndr); sabato 15 e domenica 16 ottobre dalle ore 10-30 alle ore 13.30 e dalle ore 18.00 alle ore 22.00; dal 16 al 21 ottobre - giorni feriali dalle ore 10.30 alle ore 13.30 e dalle 17.30 alle 19.30. La mostra. Alla vigilia dei prossimi impegni espositivi internazionali di Berlino e Los Angeles, i TTOZOI ritornano nella città di Avellino sull’onda dell’entusiasmo e della consueta originalità a cui ci hanno abituato. Il duo, infatti, proporrà tutte opere inedite concedendosi una stravaganza grammaticale anche per il titolo di questa ennesima ed affascinante mostra personale “MUFFA &’ ARTE” patrocinata, tra gli altri, anche dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. La vera Arte &’ nella Natura & la loro “congiunzione” diviene il messaggio primordiale ed al contempo di avanguardia dell’innovativa ricerca proposta dagli artisti per andare “oltre l’Informale”. Il segreto non consiste nel riprodurre su tela la natura quale si presenta ai sensi, ma nell'utilizzo della natura, per essere essa stessa creazione e composizione nel momento in cui viene percepita. Le muffe si allargano, pullulano, si muovono a sorpresa, rispondono senza presupposti iniziali a un disegno privo di spessore, seguendo un lento e continuo movimento. Stefano Forgione e Pino Rossi, i due artisti uniti nel nome di TTozoi, cedono l’azione pittorica alla prospettiva di riunire batteri, funghi ed amebe, che per la loro proprietà fisica fermentano, prolificano secondo un indice di crescita che prevede l’invasione dello spazio. I miceti, non per la loro conoscenza delle forme, trovano accordi insoliti sulle tele; si animano pari a superfici mobili, nel dilatarsi di un instabile sommovimento, alle soglie di un mondo informe in lenta e progressiva espansione, non toccato, come vuole l’Informale, dalla mano dell’uomo. Su questo magma primordiale si predispone l’azione di TTozoi, sulla materia e sul colore, attraverso un’originale azione di contaminazione. È la riscoperta di un apporto primario con il nostro esistere, che evolve quando attraverso una serie di manipolazioni le muffe si consegnano all’arte, sollecitano fughe nel mondo dei sogni, animano fantasie, sensazioni e generano emozioni nell’animo. La costante metamorfosi rivela, nell’informe proliferare, la presenza dello spazio, del vuoto.

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di Redazione
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